IL SANTO DELLA DOMENICA - LA JUVE SI BUTTA VIA DA SOLA. E ORA IL FUTURO FA PAURA
Ci sono situazioni in cui le analisi sono le più facili e complesse allo stesso tempo. Parto dall’aspetto logico: se non batti in casa il Sassuolo in una partita dove il margine di errore è pressoché pari allo zero, allora è giusto che tu non centri l’obiettivo finale. Zero scuse e zero alibi, il passo indietro visto ieri sera allo Stadium è grave e per certi versi ingiustificabile. C’è stato di tutto, dall’approccio discreto alla gara, al meritato gol, passando però per dei campanelli di allarme che erano visibili a occhio nudo: la Juve soffriva dalla parte sinistra dove Berardi e Volpato facevano più o meno quello che volevano. E infatti il pari degli emiliani è arrivato proprio da una mancata lettura di Cambiaso su Berardi e da un ritardo di Bremer sul taglio centrale di Pinamonti. Zac, la luce si è spenta, in un concentrato di buio mentale, mancanza di reazione e carenza di idee che si è evidenziata fino all’ingresso di Vlahovic e Milik.
E qui si apre un altro capitolo; la sonora e evidentemente giusta bocciatura di David, al quale sono stati preferito due giocatori che non vedevano il campo da mesi. Di Openda non parliamo visto che per il belga ormai le porte si sono chiuse da mesi. Non a caso poi i due attaccanti sono stati i più pericolosi nei pochi minuti che hanno giocato, e allora la domanda è la seguente: non era possibile tentare il tutto per tutto con qualche minuto di anticipo? Non si poteva inserire Kostic per un Cambiaso in netta difficoltà? Ma soprattutto questi sbandamenti, questi cali di tensione, che già sono costati punti preziosi, viene in mente la partita con il Lecce su tutte ma l’elenco sarebbe lungo, sono ancora cosi netti e preoccupanti? Evidentemente si, e la cosa è molto preoccupante.
Se poi vogliamo aggiungere qualcosa possiamo mettere anche i segnali del destino, come il rigore che ha clamorosamente fallito Locatelli. Una stagione fa a Venezia fu proprio Manuel a regalare alla Juve il quarto posto, adesso la sensazione è che finisca proprio al contrario. Quel dibattito sul rigore onestamente non ci è piaciuto. Prima Vlahovic prende il pallone, poi arriva Yildiz, per finire a Locatelli. Ma la serata non ha un solo colpevole ne ha tanti, anzi tutti nessuno escluso. Da Spalletti a Bremer, da Cambiaso a Thuram tutti hanno qualcosa da farsi perdonare. Adesso la strada per la Champions diventa ardua e complicata. Si cominci a pensare ad un piano B serio e affidabile, partendo da un allenatore Spalletti e da idee chiare sul mercato. Ci sarà molto da cambiare, basti guardare le scelte fatte ieri sera per farsi un’idea. Ma la vera domanda resta una sola: a chi affidare il mercato prossimo venturo? O meglio, quali saranno i ruoli e chi metterà la firma nella scelta definitiva? Ad oggi permetteteci di dire che le risposte ci fanno un po' paura perché senza Champions servirà un mercato basato su tante idee e pochi soldi. E le premesse non sono delle migliori!