IL SANTO DELLA DOMENICA - GLI APPLAUSI DELLO STADIO COME STIMOLO PER LO SPRINT FINALE. MA LA PROPRIETA' PREPARI IL PIANO B
Gli applausi convinti di uno stadio ferito ma orgoglioso. Da qui deve ripartire la Juve del post Galatasaray, ennesimo capitolo amaro di una coppa “nemica” ma che stavolta potrebbe aver regalato una chiave giusta per le ultime 12 giornate di campionato. Neppure la fortuna vuol dare una mano, basti vedere come il Napoli è venuto a capo del fanalino di coda Verona. Questo vuol dire che il destino non è solo nella mani di Spalletti e dei suoi uomini che tuttavia hanno il dovere, a partire da questa sera, di gettare il cuore oltre l’ostacolo. Perché all’Olimpico ci vorrà soprattutto cuore e testa dal momento che le energie potrebbero venire meno. Mercoledi sera ha vinto la Roma, che si è trovata sul piatto una Juve cotta, dopo i 120 minuti e abbattuta per il finale amaro.
Dunque cuore e volontà intanto per ripagare gli applausi commoventi di mercoledi. Dopodichè sarebbe bene che qualcuno alzasse il livello delle prestazioni, ammesso che ne sia capace, seguendo gli esempi di chi non si è mai tirato indietro nel tirare la carretta. Poi servirà la società e il mercato. Dobbiamo guardare al presente, e ci mancherebbe altro, ma il futuro è dietro l’angolo: la conferma di Spalletti che prima pietra miliare e poi la ricostruzione della squadra. L’ennesima e speriamo quella definitiva; se c’è una cosa che ormai è ben chiara è che almeno la metà della rosa non è all’altezza del peso della maglia bianconera.
Occorrerà un piano A, quello più difficile ad oggi e cioè la qualificazione in Champions con i soldi che arriverebbero direttamente ma soprattutto quello B, più realistico e probabile, cioè il non raggiungimento del quarto posto, un aspetto che Elkann deve mettere in conto. Con un imperativo, vietato puntare su improbabili scommesse o file degli algoritmi. Comolli resterà al suo posto ma ci auguriamo che il prossimo mercato sia affidato all’asse Ottolini Chiellini Spalletti. Ci perdonerà Damien Comolli, del quale apprezziamo le parole ma meno i fatti, del quale apprezziamo la volontà di calarsi appieno nel mondo juve ma non dimenticando quanto sbagliato in estate e in inverno con il mancato arrivo di un attaccante.
Dovesse verificarsi il piano B ogni mossa dovrà essere azzeccata, senza se e senza ma e soprattutto servirebbero meno algoritmi e più idee. Ma adesso concentriamoci sul presente: la Lupa che ha rialzato la testa è convinta di far un sol boccone della Zebra. Cuore e orgoglio è quello che chiediamo stasera perché il calcio può sempre riservare delle bellissime sorprese, arbitri e Var permettendo…