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IL SANTO DELLA DOMENICA - DI QUESTA JUVE NON CI SI PUO' ANCORA FIDARE. MERCATO: SI AMMETTONO I PRIMI ERRORI!

di Alessandro Santarelli

Se c’è una partita che può rappresentare alla perfezione questi anni tribolati della Juventus è proprio quella di ieri a Cagliari. Giocata, a tratti dominata ma persa. Già, una sconfitta che brucia fa male e getta acqua freddissima sulle speranze dei tifosi di essere usciti da una fase di altalena dei risultati. E invece in una serata piovosa e ventosa gli uomini di Spalletti non riescono a venire a capo di una matassa ingarbugliata e spigolosa tanto da finirci completamente dentro uscendone con le ossa rotta. Beffa, beffa micidiale ma che ha una lettura abbastanza semplice cosi come semplice a volte è il gioco del calcio: puoi avere il possesso palla, mai una squadra aveva perso con il 78% da quando viene raccolto il dato, puoi chiudere il tuo avversario nella sua metà campo, puoi stare li ad un passo ma…se non hai la capacità di segnare tutto diventa vano. E come volevasi dimostrare senza un attaccante cinico, senza un pizzico di fortuna, senza un lampo di genio, la partita non la porti a casa.

La sconfitta di Cagliari fa male, inutile girarci attorno, perché si attendeva una prova di maturità che alla fine dei conti non è arrivata. D’accordo la Juve ha per larghissimi tratti comandato la partita ma la sensazione di riuscire a trovare il pertugio giusto non si è quasi mai avuta. Se poi ci si mette anche la sfortuna, leggasi il palo di Yildiz, la frittata è fatta. Rispetto al pari beffardo con il Lecce, stavolta diventa difficile trovare un singolo errore o un singolo episodio. No qui c’è stata la cronica difficoltà nel finalizzare, la mancanza di una punta vera cinica e fredda sotto porta. Pesano tanto il pareggio con il Lecce e la sconfitta di ieri, pesano soprattutto nel morale dei tifosi, perché facendo, diciamo cosi, il nostro dovere, oggi la Juve avrebbe riaperto in qualche modo la sua stagione in campionato senza voli pindarici ma con un minimo di entusiasmo in più. Invece il rammarico e la delusione è tanta.

Adesso si tratta di difendere con le unghie e con i denti il quarto posto e per farlo, forse ci sarà la necessità di attingere al mercato. E sapete perché? Perché se la società ha deciso di formulare subito un’offerta al Cristal Palace per Mateta, giocatore non eccelso ma comunque interessante, è perché evidentemente non si fida più al 100% dei suoi attuali attaccanti. E senza una garanzia là davanti diventa tutto più difficile. Spalletti lo ha detto chiaro e tondo “ Complimenti al Cagliari che ha fatto la sua partita. Si sono rintanati in difesa sono ripartiti una volta e hanno fatto gol” Già quello che è mancato alla Juve, fare gol. L’essenza di questo “ giochino” . E se a gennaio sei costretto a rimettere mano al reparto offensivo altro non è che un’ammissione di aver sbagliato alcune scelte. Troppo tardi? Speriamo di no.


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