IL SANTO DELLA DOMENICA - COSTRUIRE IL FUTURO LAVORANDO TUTTI INSIEME. SOLO COSÌ POTRÀ TORNARE UNA GRANDE JUVENTUS
Tempo di sosta, tempo di riflessioni, tempo di speranze attuali e di sguardi verso il futuro. Mentre la Nazionale si gioca il ritorno ai mondiali contro la Bosnia, per la Juve sono giorni di attesa tra speranze di agguantare in extremis il quarto posto e le prospettive verso un futuro che ci auguriamo possa piano piano tornare e rendere la Juventus vincente e competitiva. Per farlo si deve ripartire dal primo tassello, Luciano Spalletti garanzia di un ciclo da poter aprire sotto la guida di un allenatore che sa il fatto suo. La parola d’ordine sarà “ Collaborazione” tra tecnico e dirigenti. Guai in questa delicata fase storica a far prevalere il proprio ego. C’è in ballo il futuro di una squadra che ha l’urgente bisogno di ritrovarsi uscendo dall’anonimato di questi anni. Serve mettersi al servizio del progetto, lasciando da parte cariche e gerarchie. Il mercato? Lo si fa seguendo le indicazioni di chi ci metterà la faccia davanti a tutti in uno spirito collaborativo dove ognuno porterà il proprio contributo senza porre veri o imporre le proprie scelte. Quanto avvenuto sabato scorso deve far riflettere: la maggior parte del mercato estivo rimasto in panchina per far posto a due attaccanti reduci da gravi e lunghi infortuni. Spalletti ha fatto le sue scelte lanciando un segnale indelebile. Come dire la linea è tracciata adesso compattiamoci e lavoriamo per il bene della Juve. Ci sarà da provare a raggiungere un quarto posto chimera ma utile per costruire al meglio il futuro, magari senza sperperare denaro come avvenuto dal 2020 ad oggi quando vari dirigenti hanno reso carta straccia quasi un miliardo di euro. E se non dovesse arrivare la qualificazione? Che sia la proprietà a “ regalarlo” senza violare conti e bilanci, ma con operazioni oculate e strategiche. Certo in questo caso serviranno oltre ai soldi le idee, oltre alle intuizioni la bravura e l’anticipare i tempi. Insomma tutto quello che in questi anni e’ venuto a mancare. Una doppia sfida sul campo e fuori che richiede competenze e capacità. Ne saranno capaci i nostri eroi?