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E' Scempio-ns League. Qualcuno prima o poi dovrà chiedere scusa ad Andrea Agnelli. Bremer-Hojlund: moviole, parole e campagne vergognose. Il silenzio su Marotta convocato dall'Antimafia

di Luigi Schiffo

Ora che la Superclassifica Champions ha dato i suoi verdetti, vediamo servito il “calcio del popolo” che ha valorosamente contrastato l’élite della SuperLega: delle otto qualificate direttamente, cinque sono della Premier League, tutte le partecipanti. Al campionato più ricco per distacco, la fetta di torta più grande per distacco. Campagne mediatiche? Dichiarazioni roboanti? Interventi della politica? Non pervenuti.
Qualcuno prima o poi dovrà chiedere scusa ad Andrea Agnelli perché, SuperLega o no, aveva illustrato esattamente il problema e la direzione che si stava prendendo.

Per altro qualcuno prima o poi forse avrà anche il coraggio di dire con forza che una classifica unica, fatta di squadre che giocano con avversarie diverse, dal punto di vista calcistico-sportivo non ha alcun valore, in nome ovviamente del dio denaro, poi  distribuito come sopra. D’altra parte il golpe compiuto contro Platini a favore di Infantino nella Fifa, ha di fatto sancito il definitivo passaggio di priorità dal calcio agli affari.

Ma veniamo alle vicende di casa nostra, quelle di una Serie A i cui campioni (non ex, per carità!) non sono nemmeno tra le prime 24 e le altre sono nella terra di mezzo dei playoff. L’avvicinamento alla serata di Champions è stata caratterizzata dalle surreali polemiche del post Juve-Napoli, dalle altrettanto surreali dichiarazioni dei vertici arbitrali e dalle ancora più surreali immagini che si è scelto di mostrare agli italiani sui media del mainstream. L’ormai famoso contrasto Hojlund-Bremer, infatti, è stato presentato e sbandierato con titoloni del tipo “Napoli, era rigore”, o dichiarazioni dei vertici arbitrali a Open Var del calibro “Il contatto di Bremer su Hojlund è falloso, era rigore”.

Credo che l’unico commento possibile sia: VERGOGNA! Vergogna perché l’azione non è stata mai fatta vedere né analizzata o commentata nella sua interezza (come già successo per il rigore revocato a Vlahovic a Firenze, ma lì niente scandali), con Hojlund che pesta evidentemente un piede a Bremer per prendere posizione, prima della “cintura” da parte del brasiliano mostrata in ogni dove.

Vergogna perché si decide di immolare la credibilità sull’altare di qualcos’altro. Vergogna perché neanche dopo che le immagini sono girate sui social si è tornati indietro per fare un’informazione completa e corretta. Se poi in certe tv a commentare la moviola c’è un ex arbitro che in un Napoli-Juve premiò due tuffi di Zalayeta e Lavezzi con altrettanti rigori…

Un’altra pietra tombale sulla possibilità che milioni di tifosi bianconeri tornino a fidarsi di un sistema che agisce sempre allo stesso modo e nella stessa direzione: selezionare in modo mirato, creare un polverone, sentenziare in fretta (Farsopoli, infiltrazioni criminali tra i tifosi, plusvalenze, o Var fa poca differenza). Un altro tassello per il “sentimento popolare” antijuventino.

A proposito di polveroni, ricordate, vero, quello che travolse Andrea Agnelli convocato davanti alla Commissione Antimafia e costretto a difendersi a fronte di un’intercettazione farlocca? Ebbene oggi è il giorno del presidente dell’Inter Giuseppe Marotta davanti alla Commissione Antimafia, ascoltato dal comitato “Infiltrazioni mafiose nelle manifestazioni sportive e legami tra criminalità organizzata e società sportive” . Lo sapevate? Quante prime pagine o trasmissioni, quanti approfondimenti avete visto in queste settimane?


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