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Dall'Italia all'Europa, Juve affossata da gravi e reiterate topiche arbitrali: sbagliata una partita e mezza, ma buttata fuori da Champions, Coppa Italia e primi 4 posti. Troppe coincidenze, a Gravina, Rocchi e Rosetti fischiano le orecchie...

di Luigi Schiffo

Facciamo a capirci. Va bene elogiare la Juve che in 10 a San Siro sfiora l’impresa. Va bene elogiare la Juve che in 10 con il Galatasaray sfiora l’impresa. Basta che questo non comporti il ridimensionamento del fattore arbitrale in queste partite e, più in generale, in questa stagione. Eh già perché la Juve ha sbagliato una partita (Como) e mezza (secondo tempo di Istanbul) e così facendo in tre settimane, da Bergamo al Galatasaray l’altra sera, si è trovata fuori da Coppa Italia, Champions e quarto posto. Direi buttata fuori. Da errori propri, certo, soprattutto individuali ed evidenti. Ma anche, se non soprattutto, da decisioni arbitrali contrarie e clamorose in quattro delle sei partite disputate in questo periodo: restano fuori solo il Como e l’andata con il Galatasaray.

Qualcuno si è forse già dimenticato che nel 3-0 dell’eliminazione con l’Atalanta, con la gara in piena disputa, è stato regalato ai bergamaschi – dopo un minuto e mezzo di continuazione della partita - un rigore per uno sfioramento di mano di Bremer che non aveva notato nessuno anche perché la palla non aveva neanche cambiato traiettoria (tanto che Palladino in panchina chiedeva “ma è rigore per noi o per loro”?). Decisamente meno attento il VAR sulla “cravatta” ai danni di Cambiaso in piena area di rigore atalantina. A decisioni invertite sarebbe stato probabilmente 1-0 per la Juve e non per l’Atalanta (che poi ha arrotondato nel finale in contropiede). Juve fuori dalla Coppa Italia, competizione in cui già nel primo turno (larga vittoria sull’Udinese) c’era stato il caso Candreva-bis, con un bellissimo gol di David (evento raro) annullato per una linea del fuorigioco tracciata prendendo a riferimento il difensore sbagliato.

Si arriva a Juve-Lazio 2-2: sullo 0-0 alla Juve viene annullato un gol a Koopmeiners che, secondo quanto spiegato dall’AIA in circostanze analoghe, era regolare. Sarebbe bastato rivedere l’azione da dietro la porta… In ogni caso nella stessa azione c’è un rigore enorme su Cabal, ignorato da arbitro e Var. Nella stessa giornata, rigore decisivo per il 3-2 a Genova regalato al Napoli: 4 punti potenziali (2 sicuri) spostati nella lotta Champions.

E arriviamo a San Siro, Inter-Juve. Kalulu viene espulso per doppio giallo con doppio scambio di persona: nel primo caso è Barella a fare fallo e poi a tuffarsi, nel secondo è Bastoni (già ammonito anche lui) che compie la madre di tutte le simulazioni, tanto da meritarsi la settimana dopo i fischi dei tifosi del Lecce, sdegnati per l’accaduto (compresa sceneggiata ed esultanza successive al cartellino rosso) che per altro non li riguardava direttamente. E poi l’intervento in area su Mc Kennie ignorato (l’audio VAR che inventa sul momento la norma per cui il contatto “laterale” non è da rigore anche se provoca la caduta di un giocatore) e il gol partita viziato da un contrasto dubbio su Openda a inizio azione.

Juve scarica fisicamente e psicologicamente che paga dazio a Istanbul con un secondo tempo disastroso e non si riprende neanche con il Como: Champions compromessa e fuori dal quarto posto.

E così arriviamo all’altra sera. Lo stesso arbitro che in Juve-Nantes di Europa League si distinse per aver negato un netto rigore al 90’ per fallo di mano davanti alla porta sguarnita su colpo di testa e, chiamato al Var, aveva trasformato la sua decisione in un misterioso fallo in attacco (gara terminata 1-1), si ripete espellendo Kelly con un secondo giallo fuori da ogni logica: intervento di testa sul pallone, leggera spinta dell’avversario che lo sbilancia, atterraggio ovviamente incontrollabile sulla caviglia dello stesso avversario. Ancora più ridicola la trasformazione del cartellino giallo in rosso dopo revisione VAR.

Decisamente invereconda la spiegazione della UEFA che ha parlato di “incolumità fisica messa in pericolo”. Ed è la stessa edizione della Champions in cui la Juve si è trovata a lottare per un posto ai playoff e non tra le prime otto anche perché con il Borussia Dortmund (4-4) sono stati invertiti due rigori (quello dato al Borussia non c’era e invece ce n’era uno per i bianconeri), e  a Madrid (1-0 per il Real) Diaz non è stato espulso per un intervento che, quello sì, ha messo a rischio l’incolumità fisica dell’avversario, tralasciando episodi meno clamorosi ma che avrebbero potuto essere sanzionati nei pareggi con il Villareal (gol viziato da contrasto dubbio su Cambiaso e angolo decisivo nato da un precedente fallo laterale invertito) e Sporting Lisbona (Hjulmand a rischio di secondo giallo). Juve fuori dalla Champions.

Insomma pare davvero che ci siano troppe coincidenze perché Gravina (presidente FIGC e vicepresidente UEFA), Rocchi (designatore italiano) e Rosetti (designatore UEFA) non si sentano fischiare le orecchie. Concludo con un appello a Luciano Spalletti: mister, lei che ha allenato in tre piazze tra le più anti-juventine d’Italia (Roma, Inter, Napoli, le  manca solo la Fiorentina…) con grande credibilità presso quei tifosi, provi a spiegare loro cosa succede davvero nelle partite della Juventus. Altro che l’episodio a campionato tirato in ballo quando per 40 anni, quando per 30, quando per 15 in modo da poter dire “la Juve ruba”…


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