Dal fischietto che sprona l'Inter al summit di Marotta con la squadra arbitrale: imbarazzante silenzio stampa. Quelle regole cambiate a campionato in corso: paga sempre e solo la Juve
Ora provate a pensare se nel pieno del delirio di polemiche tra 1998 e 2006, oppure durante l’era dei nove scudetti consecutivi, fosse stata trasmessa in tv una scena in cui si vede e si sente un arbitro dire a un giocatore della Juventus (facciamo Bonucci?) che sta protestando per chiedere l’annullamento di un gol avversario: “Dai che avete ancora dieci minuti per vincere”. Invece è quello che è emerso dalla trasmissione Open Var a proposito del confronto tra Dumfries e l’arbitro Manganiello in seguito al gol del pareggio dell’Atalanta. Titoli? Polemiche? Approfondimenti? Nulla.
Attenzione, nella frase in sé non c’è nulla di male in assoluto, probabilmente è soltanto un modo per mettere un punto ad una situazione difficile da gestire con la panchina in subbuglio, giocatori che vanno e vengono dai monitor di servizio per segnalare un presunto fallo, allenatore che viene espulso (sì, proprio quello che: “Arbitri? Non sono loro il problema del calcio italiano. Ne parlerò quando qualcuno chiederà scusa per un episodio a favore”…a proposito, dopo Bastoni-Kalulu non si sono sentite scuse…).
Oltretutto il rigore non dato nel finale su Frattesi sgombera il campo da ogni questione, a parte il fatto che l’Atalanta potrebbe obiettare che allora lei aveva ancora dieci minuti per perdere... Il problema è sempre e solo lo stesso: l’eco mediatica. Se “Dai avete ancora dieci minuti per vincere” fosse diventato un titolo in prima pagina? Se fosse stato al centro del dibattito nelle varie trasmissioni sportive? Insomma, se fosse stato sollevato un polverone come avvenne per esempio per certe intercettazioni (che per altro erano stralci decontestualizzati, e non certo immagini e parole dal campo)? Ai posteri l’ardua sentenza.
Per non parlare del fatto che il presidente Marotta alla fine della stessa partita - circostanza riportata dalla Gazzetta dello Sport, organo non certo anti-Inter – si sia recato negli spogliatoi per un “garbato confronto” con la squadra arbitrale comprensiva del dirigente federale De Marco e il delegato della commissione CAN Gervasoni. Insomma un vero e proprio summit in una sede tutt’altro che istituzionale.
E dire che per una telefonata in cui diceva, non certo sul serio, di aver chiuso l’arbitro Paparesta nello spogliatoio dopo una gara molto tesa (per non dire caratterizzata da clamorosi errori contro la Juve) a Reggio Calabria, Moggi fu addirittura denunciato per sequestro di persona, salvo che poi lo stesso pm chiese l’archiviazione “perché il fatto non sussiste”. Lo stesso Paparesta ha poi recentemente confermato di non essere mai stato chiuso nello spogliatoio. Ma intanto per oltre 20 anni il venticello del “Paparesta sequestrato” è circolato in tutta Italia e non mi stupirebbe se qualche non juventino/anti-juventino lo ritenesse ancora un fatto realmente accaduto. Quindi in situazioni analoghe (società che si sente penalizzata da una o più decisioni arbitrali), da una parte c’è un “garbato confronto” con mezzo mondo arbitrale riferito da testimoni diretti, dall’altra il “sequestro di un arbitro” ricostruito sulla base di un’intercettazione. Questione di toni mediatici…
E per finire, tornando a Open Var, la chicca, ovviamente passata anche questa sotto silenzio: il delegato di Rocchi ha candidamente ammesso in tv che il gol di Conceicao a Udine non è stato annullato perché è stato violato il regolamento sul fuorigioco (posizione ininfluente di Koopmeiners), ma perché il designatore arbitrale ha deciso che dopo i gol di Inter e Milan ad ottobre contro Cremonese e Pisa, con giocatori che si trovano in fuorigioco sulla traiettoria del tiro ma valutati in posizione che non interferiva con il portiere, le disposizioni sono cambiate.
Se uno è in fuorigioco in area piccola, il gol si annulla, senza altre variabili. A dire il vero anche se non è in area piccola (vedi Thuram con la Lazio su tiro di Koopmeiners), verrebbe da dire che si annulla. Insomma pare quasi che la nuova regola sia: alla Juve si annulla, che lo dica il regolamento o no. Agli altri (vedi Forlì con la Juve Next Gen nella stessa giornata), vediamo e magari convalidiamo.
Battute a parte, è gravissimo che l’applicazione di una regola venga cambiata a stagione in corso perché non garantisce la parità di condizioni, per altro su un argomento decisivo come la validità di una rete. E’ come se venisse cambiata una regola sulla possibilità di schierare un giocatore a poche giornate dalla fine del campionato, giusto in tempo per fargli disputare un big match, in cui magari può anche risultare decisivo con un gol scudetto. Ah già, Nakata, Juve-Roma 2-2 e scudetto giallorosso. Allora la regola è: si possono cambiare le regole a campionato in corso, ma indovinate solo a discapito di chi?