.

Galatasaray-Juventus 5-2, le pagelle dei bianconeri: disastro Cabal e Kelly, Koppmeiners l'unica luce

di Alessandra Stefanelli

Di Gregorio 6: Nel primo tempo tiene in piedi la Juve con almeno un paio di interventi veri, di quelli che cambiano l’inerzia. Sui gol subiti può fare poco: la squadra davanti a lui si sfalda e lo espone a conclusioni ravvicinate e situazioni sporche. Prestazione da portiere “presente”, ma non può fare miracoli per 90 minuti.

Kalulu 6: Buona prova, soprattutto mentale: entra in partita con personalità e “ripulisce” la sua serata con un inserimento perfetto che porta all’azione dell’1-1. Attento nelle letture, non sempre brillante nei duelli lunghi ma nel complesso ordinato. Segnale importante: sembra aver messo alle spalle le scorie di Milano.

Bremer 6,5: Fino allo stop è il solito Bremer: fisico, aggressivo, pronto a sporcare palloni e mettere corpo e cattiveria. Qualche sbavatura nelle chiusure preventive c’è, ma è tra i pochi a tenere alta l’intensità. L’infortunio spezza ritmo e assetto: la sua uscita pesa più del singolo voto.

Dal 33’ Gatti 5.5: Entra in un contesto complicato e non riesce a dare stabilità. Nell’episodio su Lang si fa sorprendere perdendo riferimento e tempi di marcatura, costringendo Di Gregorio a una parata difficile. Non va in crollo totale, ma appare “piatto”, poco reattivo e non particolarmente dominante.

Kelly 4: Serata da dimenticare. Non sempre è l’unico colpevole, ma in area serve lucidità e cattiveria: invece esita, non spazza quando deve e viene “mangiato” dalla furbizia di Osimhen nell’azione che porta al 4-2. Sul 5-2 è ancora in ritardo e fuori posizione. Nel complesso dà l’idea di soffrire la partita, il clima e la velocità delle giocate turche.

Cambiaso 7: Il migliore per continuità (al netto di Koopmeiners). Spinge, porta palla, alza i giri del motore e soprattutto crea: l’1-1 nasce da una cavalcata e da un cross “da manuale”. Ma non è solo quell’episodio: tante scelte giuste, letture rapide, voglia di incidere. Nota stonata l’ammonizione, perché lo priva del ritorno in un momento in cui era un fattore.

Dal 46’ Cabal 4: Impatto devastante sul match, ma in negativo. Entra e in pochi minuti perde distanze, tempi e serenità: due gol del Galatasaray hanno responsabilità dirette o comunque pesantissime nella catena degli errori. L’espulsione chiude il cerchio: nervi, confusione e zero controllo emotivo. Peggio di così davvero difficile.

Koopmeiners 7.5: La luce in mezzo al caos. Doppietta, qualità, presenza tra le linee e, cosa non banale, freddezza nei momenti in cui la squadra tremava. Si rivedono lampi del Koopmeiners “di Bergamo”: tempi di inserimento, calcio pulito, capacità di essere decisivo con pochi tocchi. Speranza: che non resti un episodio isolato.

Locatelli 5: Partita complicata: perde palloni in zone delicate e non riesce a controllare il ritmo quando il Galatasaray prende campo. Quando la Juve si allunga lui resta spesso in mezzo, senza riuscire né a schermare né a dettare tempi. Più in affanno che in comando, e per un regista è un problema.

Thuram 4: Errore pesantissimo e difficile da spiegare: il passaggio all’indietro che porta al 4-2 è un regalo che cambia la partita. Al di là dell’episodio, appare poco lucido e “spento”, quasi frenato dall’ansia. In un ambiente così devi giocare semplice e cattivo: lui fa il contrario nel momento decisivo.

Dall’80’ Miretti s.v. Troppo poco tempo per incidere.

Conceição 6: Si salva più per applicazione che per brillantezza. Aiuta dietro, copre, rincorre e prova ad accendersi, ma negli ultimi metri continua a mancare quel cinismo che trasformerebbe le sue giocate in vere occasioni. Sufficienza di sacrificio, non di incisività.

Dal 69’ Kostic 5.5: Entra ma non cambia passo né inerzia. Qualche corsa c’è, ma poca precisione e pochissima capacità di creare superiorità. Non è solo colpa sua: la squadra a quel punto è già in apnea.

McKennie 5.5: Idea interessante da “falso nove”: lavora di sponda, dialoga bene con Koopmeiners nell’azione dell’1-2 e aiuta a dare riferimenti in uscita. Poi però cala: sparisce dalle zone calde, perde presenza e non riesce più a legare gioco e transizioni.

Yildiz 5.5: Serata che nasce storta e resta storta. L’errore che porta al primo gol pesa come un macigno e lo condiziona: si vede che gioca col freno, e in più il ginocchio malconcio lo limita nei cambi di direzione. Doveva essere la sua partita, finisce per inseguirla.

Dall’80’ Openda s.v. Ingresso tardivo, senza tempo reale per lasciare traccia.

All. Spalletti 5.5: La prepara bene: mossa McKennie ha senso e produce anche qualcosa, e l’idea di gestire Cambiaso (poi ammonito) con Cabal è razionalmente comprensibile. Però la squadra si scioglie mentalmente e lui non riesce a fermare l’emorragia quando arrivano gli episodi negativi. Più tradito dagli errori individuali che sconfitto tatticamente, ma l’inferno di Istanbul lo inghiotte insieme ai suoi.


Altre notizie
Mercoledì 18 febbraio
PUBBLICITÀ