Iveco e la doppia cessione a Leonardo e Tata: il parere dell'esperto di finanza
Iveco Group, del gruppo Exor, ha chiuso il 2025 con ricavi consolidati pari a 13,4 miliardi di euro, in calo però del 7% rispetto all'anno precedente. La società controllata dalla holding della famiglia Agnelli-Elkann, che possiede anche la Juventus, continua verso le sue operazioni annunciate: quella della cessione della divisione difesa di Iveco a Leonardo (gruppo industriale italiano leader mondiale nei settori dell'aerospazio, difesa e sicurezza), e quella cessione dei veicoli commerciali all'indiana Tata Motors. "Ci sono due aspetti da considerare – le parole a TuttoJuve dell'esperto dell'esperto di finanza Ludovico Munafò –. Il primo riguarda la galassia Exor. Il gruppo ha deciso di vendere la propria quota in Iveco Group (circa il 27% del capitale, ma con diritti di voto pari a circa il 43%, quindi di fatto una posizione di controllo) perché la nuova strategia punta a concentrarsi sui settori della tecnologia, della sanità e del lusso. Il comparto automotive è ormai considerato meno redditizio. Inoltre, con la cessione della partecipazione in Iveco, in parte a Tata Motors e in parte a Leonardo per la divisione difesa, Exor incasserà circa 1,5 miliardi di euro (di cui 440 milioni già garantiti da Tata). Si tratta di capitale prezioso da reinvestire nei nuovi settori strategici e, allo stesso tempo, l'operazione consente al gruppo di uscire quasi completamente dall'automotive, fatta eccezione per le partecipazioni già detenute in Stellantis. Il secondo aspetto riguarda i conti di Iveco – precisa il trader indipendente –. L'esercizio si è chiuso peggio del previsto: i ritardi nella produzione, anche a causa della carenza di materie prime, e la debole domanda di veicoli commerciali in Europa hanno inciso negativamente sui risultati dell’anno. Per il prossimo esercizio è atteso un miglioramento, ma non particolarmente significativo".
DIVISIONE DIFESA – "Diverso è invece il discorso per la divisione difesa – precisa Munafò – che ha registrato performance molto positive, anche in ragione dei conflitti in corso e dell’aumento della spesa militare da parte di molti Stati, spinta anche dalle pressioni politiche internazionali — in particolare durante l’amministrazione Donald Trump. Le prospettive per il 2026 restano favorevoli".