ESCLUSIVA TJ - Turrini su Arrivabene: "Non tollera situazioni equivoche, è juventino dentro. Dybala? Per me ha deciso lui come fece in Ferrari. E sulla sfida all'Inter..."
La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, il giornalista e scrittore - nonché uno dei massimi esperti di Formula 1 -, Leo Turrini, per parlare approfonditamente del CEO bianconero Maurizio Arrivabene e non solo:
È arrivato un po' quasi in sordina, eppure nei suoi primi sei mesi ha già lasciato il segno. Come giudica Maurizio Arrivabene nel nuovo ruolo di CEO bianconero?
"Conosco Maurizio Arrivabene da decenni, già negli Anni Novanta era responsabile dell’investimento Philip Morris in F1. È un uomo molto pragmatico, non di rado brusco nei modi. Ho sempre immaginato non avrebbe tollerato situazioni equivoche, in Ferrari come alla Juve. La gestione dell’addio di CR7 mi ha confermato questa sensazione".
Quindi è lo stesso Arrivabene della F1, oppure si è già adeguato anche a livello mediatico al mondo calcistico?
"Mediaticamente Iron Mauri, come lo chiamavano a Maranello, non si pone problemi. Nel senso che se ne infischia. Non mi stupisce che stia centellinando le apparizioni pubbliche. Lui ha un po’ questa mistica dell’uomo del fare, in Ferrari aveva coniato lo slogan 'testa bassa e pedalare', lo fece pure incidere sulle divise di ingegneri, meccanici e piloti".
La vicenda Dybala è stata lunga e quasi estenuante. Quanto c'è di Maurizio Arrivabene in questa decisione? Quanto può aver influito Iron Mauri?
"A scanso di equivoci, io e Maurizio ci scambiano messaggi solo per gli auguri o per parlare delle nostre famiglia. Quindi su Dybala le mie sono sensazioni esclusivamente personali. Come ho detto all’inizio, Arrivabene non tollera situazioni equivoche. Appena arrivato in Ferrari come team principal, fece fuori ingegneri top che non considerava adatti al lavoro di gruppo. Per me su Dybala ha deciso lui, applicando la stessa logica".
Sbaglio o anche con Vettel andò più o meno così?
"Con Vettel il paragone non c’entra, Vettel è stato scaricato dalla Ferrari quando Arrivabene non era più a Maranello".
Da noto tifoso interista, che si sente di dire a Maurizio in occasione del derby d'Italia del prossimo 3 aprile?
"Io sostengo da mesi che la Juve vincerà lo scudetto. La mia Inter è un rubinetto che perde acqua da settimane e l’idraulico, cioè Inzaghi, non sa ripararlo. Credo malinconicamente che Maurizio possa stare tranquillo: mica siamo il fortissimo Villarreal, siamo solo l’Inter".
Qualche malizioso dice che la Ferrari ha iniziato a vincere nuovamente senza di lui. Come si sente di rispondere?
"Non è giusto dire che per tornare a vincere la Ferrari ha dovuto allontanare Iron Mauri. Fu congedato a gennaio 2019, siamo nel 2022. Aggiungo che con un altro pilota, la Ferrari il titolo nel 2018 lo portava a casa. Arrivabene non è stato un cattivo manager a Maranello: aveva un presidente come Marchionne, che era un fuoriclasse in altre cose ma non necessariamente in materia di F1. So quanto è dispiaciuto a Maurizio non aver realizzato il suo sogno in Rosso: lui ci teneva terribilmente, perché è ferrarista e juventino dentro. E questa ultima cosa mi sa che Dybala non l’ha capita".
Si ringrazia Leo Turrini per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.