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ESCLUSIVA TJ - Simone Padoin: "Paratici professionista esemplare, Cuadrado il migliore. Donnarumma ricorda Buffon per personalità. Inter? Nessun gap, senza Conte il ciclo si chiude"

di Mirko Di Natale

La redazione di TuttoJuve.com ha contattato telefonicamente, in esclusiva, l'ex centrocampista cinque volte campione d'Italia con la maglia della Juventus, Simone Padoin, per stilare un bilancio di fine stagione e non solo:

La notizia delle ultime ore è la separazione tra la Juventus e Fabio Paratici dopo ormai tanti anni. Come la commenti?

"E' stata un'avventura straordinaria, undici anni meravigliosi in cui è riuscito a portare dei giocatori incredibili. Fabio è un professionista esemplare ma soprattutto un grande uomo, dovrà essere orgoglioso e fiero del lavoro che ha svolto. Lui era sempre presente agli allenamenti, ricordo con piacere le lunghe chiacchierate di calcio e di sport ricche di aneddoti. La particolarità è la profonda conoscenza di questo mondo, lui era informato su qualsiasi calciatore di qualsiasi campionato. Anche quelli più sconosciuti".

Come giudichi l'annata bianconera? La ritieni una stagione negativa?

"Anche se qui si gioca sempre per vincere, per me è stata comunque una stagione positiva. Il presupposto è che non si può sempre trionfare, i nove scudetti di fila conquistati rimarranno per sempre nella storia di questo club. E' stato un peccato non lottare fino alla fine per il campionato, vedo però il bicchiere mezzo pieno per i due trofei alzati e la qualificazione in Champions. La sconfitta con il Milan aveva complicato e non di poco il cammino, ma per fortuna la Juve si è ripresa ed è riuscita a raddrizzare il finale di stagione".

La Juve in questa stagione aveva sempre preso degli schiaffi, ma non era mai riuscita ad alzarsi in maniera convincente. Che è successo in queste ultime partite?

"Penso che la gravità della situazione abbia influito, i ragazzi se ne sono accorti e in questo finale di stagione hanno ulteriormente cambiato marcia. La Juve era diversa per lo spirito, non soltanto per il gioco espresso. A tal proposito mi è piaciuta molto contro l'Atalanta, la vittoria è stata meritata".

Nel bilancio di fine stagione, chi è stato il migliore della Juve?

"Il migliore è stato assolutamente Cuadrado, la sua stagione è stata semplicemente fantastica. Insieme a lui scelgo anche Chiesa e Danilo, quest'ultimo mi è piaciuto molto per la continuità e la duttilità espressa durante l'anno. L'allenatore si è fidato molto delle sue qualità e non se ne è mai pentito, questo dimostra la bontà del lavoro svolto dal brasiliano".

Il tuo ex compagno di squadra Cuadrado, in che cosa è stato devastante?

"Per la cattiveria e l'umiltà dimostrata in fase difensiva, Juan si è applicato in maniera perfetta ed è stato altrettanto devastante quando attaccava. La sua longevità atletica è invidiabile, atleticamente non sembra un giocatore da 33 anni compiuti. Nelle prove incolori della Juve ha sempre dimostrato di esserci, quest'anno è riuscito ad avere quella continuità che era sempre mancata. Era già di per sé molto forte dalla metà campo in su, dall'anno scorso è riuscito a perfezionare la difesa. E ora è un giocatore più che completo".

Se Cuadrado è stato il giocatore migliore, chi è stato a convincerti meno?

"Mi aspettavo qualcosa in più da Arthur, però dobbiamo tener conto del fatto che è arrivato in un campionato nuovo a cui non era abituato. La speranza è di poterlo vedere il prossimo anno più protagonista con la maglia della Juve".

Abbiamo tracciato un bilancio sui giocatori, su Andrea Pirlo invece quale è il tuo pensiero?

"Il suo esordio sulla panchina della Juve è stato molto positivo nei risultati e per le idee sviluppate durante la stagione. Il suo calcio si è visto solo a sprazzi, ma la squadra è riuscita comunque a far divertire. Gli è mancata la continuità per lottare fino alla fine, ci sono state delle variabili che hanno condizionato in negativo come gli infortuni e il 'Covid-19'. Tenute conto delle difficoltà, è giusto vedere il bicchiere mezzo pieno anche per Andrea".

Pirlo ha dichiarato di ispirarsi a Conte e nella sua carriera ha avuto molti maestri. Quest'anno, a tuo parere, è sembrato più l'attuale tecnico dell'Inter oppure Allegri per comunicazione e metodologia di allenamenti?

"Nella gestione del gruppo è più vicino ad Allegri, nella maniacalità delle cose e nelle situazioni tattiche è più Conte. Se dovessimo unire fuori queste caratteristiche, qui vien fuori l'allenatore perfetto. E' normale che Andrea possa aver studiato da qualcuno, ma è giusto esser se stessi e lo ha dimostrato nel corso di quest'anno. C'è da fargli tanti applausi per aver messo la faccia anche nei momenti in cui la situazione non era positiva, ha dimostrato grande responsabilità e non è da tutti".

Uno dei cambiamenti potrebbe riguardare il portiere, che ne pensi di Donnarumma alla Juve?

"Lo vedrei molto bene. sarà il portiere della Nazionale per i prossimi 10/15 anni. La Juve, se lo dovesse acquistare, si garantirebbe un portiere pronto che è già abituato a giocare in una grande squadra. Sarebbe difficile sceglierne uno migliore. Il suo dato sulle presenze fa paura, se continua così straccia tutti i record (sorride ndr). A me come personalità ha fin da subito ricordato Gigi, ma di portieri non ci capisco niente".

Una Juve più italiana, ecco perché il centrocampo potrebbe essere arricchito da Manuel Locatelli.

"E' un giocatore che ci può stare, mi ha impressionato negli ultimi anni a Sassuolo in cui è stato devastante. E' un nome su cui puntare che a me piace molto".

Tra i rumors delle ultime ore, anche Conte potrebbe salutare la panchina dell'Inter. Credi che il gap tra le due squadre si ridurrebbe?

"Tra Inter e Juventus non c'è nessun gap, lo scudetto lo ha vinto troppo in fretta l'Inter. E' questa la cosa che fa più dispiacere noi tifosi bianconeri. Credo che senza Conte, il ciclo si chiude. E' una grossa perdita, più della cessione di un grande calciatore, perché Lui è uno che compatta il gruppo e riesce a far remare tutti dalla stessa parte".

Si ringrazia Simone Padoin per la cortesia e la disponibilità dimostrata in occasione di questa intervista.


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