McKennie, da esubero a uomo chiave della Juventus: l’americano non si è mai divertito così
McKennie, da esubero a uomo chiave della Juventus: l’americano non si è mai divertito così
Da esubero annunciato a uomo della provvidenza bianconera. La storia di Weston McKennie alla Juventus è uno dei ribaltoni più clamorosi degli ultimi anni. Nell’estate 2023 e poi ancora nel 2024 il club aveva mostrato chiaramente le carte: l’americano non rientrava nei piani. E invece è rimasto. Due volte. E ha cambiato tutto.
Dalle valigie pronte all’Oscar del giocatore più utile e prezioso della rosa — al netto dei colpi di genio di Yildiz — McKennie è diventato un punto fermo. La sua avventura in bianconero ha attraversato quattro allenatori, fino ad arrivare a Luciano Spalletti, il quinto, quello che ne ha certificato la definitiva consacrazione.
Evoluzione tattica e mentalità: perché McKennie è diventato indispensabile
Cresciuto in personalità e consapevolezza, McKennie ha raggiunto oggi il punto più alto della sua evoluzione. Qualunque sia il ruolo affidatogli, risponde presente. Come direbbe Spalletti: “ti guarda e si mette all’opera senza alcuna preoccupazione”.
Tatticamente affidabile, intelligente nel leggere i momenti della partita, Wes è diventato il jolly che sposta gli equilibri. Conosce i tempi dell’attaccante, sa quando tagliare il campo e come disorientare gli avversari. Un centrocampista totale, capace di adattarsi senza perdere efficacia.
Spalletti lo considera una garanzia: futuro già scritto
Per Spalletti, McKennie è una certezza assoluta. Non a caso lo immagina come uno dei pilastri della Juventus del futuro. E il giocatore, dal canto suo, si gode il momento: “Non si è mai divertito così tanto”, racconta papà John, sempre vicino alle vicende del figlio.
Divertimento e rinnovo di contratto viaggiano sullo stesso binario. L’accordo in scadenza a giugno è pronto a essere prolungato fino al 2028 o 2029. Non una magia, ma la naturale conseguenza di ciò che Wes sta vivendo dall’arrivo del tecnico di Certaldo.
La Juventus si è già mossa: i segnali sono arrivati chiari alla Continassa e anche al giocatore, che ha mostrato piena apertura. Le prestazioni di McKennie non sono passate inosservate nemmeno all’estero, ma Torino è diventata la sua casa. Sotto la Mole, l’americano ha trovato la sua dimensione ideale. Lo riporta Gazzetta