La Stampa - Marotta non molla la presa per Rossi. Trovato l'accordo per Lichtsteiner. Nel mirino Vucinic. Lontani Aquilani e Inler
Fonte: di Gianluca Oddenino per "La Stampa"
Come la miglior Penelope del calciomercato, la Juve fa e disfa la tela delle trattative senza sosta e con mosse a sorpresa. Negli ultimi giorni i dirigenti bianconeri sono riusciti ad intavolare e poi raffreddare (o viceversa) trattative con mezza Europa. Marotta è stato capace di trovare l'accordo con Inler e poi scaricarlo perché l'Udinese chiedeva un prezzo troppo alto e Conte non era sicuro della sua utilità nel nuovo progetto. Discorso opposto con la Lazio per avere il terzino Lichtsteiner: prima ci si è arenati sullo scoglio del cartellino e ieri è stata trovata una sostanziale intesa con Lotito per l'acquisto. Sul tema attaccanti la tela è stata fatta e rifatta in continuazione: dal corteggiamento di Aguero dell'Atletico Madrid alla virata per Sanchez (sempre Udinese, bottega affezionata ai colpi di scena), passando per la trattativa con Rossi del Villareal all'ipotesi che porta al romanista Vucinic.
Oggi si tratta, domani si depista e poi si riparte. La strategia bianconera confonde i tifosi juventini e gli addetti ai lavori, ma ieri si è manifestata con due operazioni distinte che erano partite con determinate tesi e si stanno concludendo con la loro antitesi. Inler in pochi giorni è passato da affare praticamente concluso a giocatore scaricato, Lichtsteiner da obiettivo lontano ad affare in entrata. Telefonicamente Juve e Lazio hanno trovato l'accordo per il passaggio del terzino svizzero dalla Capitale a Torino: con 10 milioni di euro si sta chiudendo una trattativa sofferta e condotta a strappi. Lotito voleva 12 milioni, Marotta arrivava ad 8: gli ultimi dettagli sono ancora da limare, anche perché la Juve vuole inserire una contropartita tecnica (Motta o la metà di Giandonato), ma l'accordo c'è e così Conte potrà contare presto sul difensore che voleva.
Su Inler, invece, il discorso è all'opposto. I bianconeri, dopo aver incassato il sì del centrocampista svizzero ed esser stati gelati dalla richiesta di 18 milioni di euro da parte dell' Udinese, hanno allentato la presa e questo ha permesso il rilancio del Napoli. Non tanto con il club friulano, visto che l'accordo era già stato trovato da tempo alla cifra richiesta, quanto con l'agente del giocatore. «Tra il presidente Pozzo e De Laurentiis c'è l'accordo per Inler - ha confermato Dino Lamberti - ed ora aspetto che col Napoli si possa mettere nero su bianco. Non voglio fare le cose sotto pressione, ma la prossima settimana si può chiudere». Per Pozzo, intanto, l'affare è già fatto: «Inler è un giocatore del Napoli», ha confessato in serata a «Radio Kiss Kiss». Il Napoli ha anche in mano la metà di Criscito (6 milioni al Genoa) e sta accelerando quando tutti gli altri club sono fermi o in frenata. Come la Juve, che ieri ha parlato al telefono con il procuratore di Inler ed ha confermato la sua nuova posizione: a quelle cifre il mediano non farà coppia con Pirlo e può andare da un'altra parte.
Il gelo su Inler si accompagna con l'impossibilità di ingaggiare l'alternativa Lassana Diarra del Real Madrid («Se devo andare via, voglio solo la Premier», ha detto il centrocampista francese) e l'addio ad Aquilani. Il giocatore in prestito dal Liverpool non verrà riscattato e la richiesta di prendere tempo è stata bocciata dall'entourage dell'ex romanista, ormai libero di cercarsi una nuova soluzione dopo aver a lungo sperato nella (promessa) riconferma in bianconero. Marotta intanto continua a monitorare la vicenda Sanchez: l'appuntamento col suo agente è slittato, ma fino a quando il Barça non chiuderà l'affare i bianconeri si sentiranno in corsa. Anche perché su Rossi non ci sono certezze («Fa effetto essere accostato al Barcellona, ma non so cosa accadrà», dice l'attaccante della Nazionale), nonostante il suo procuratore alimenti le speranze di Inter e Juve. E così prende piede l'idea di scambiare con la Roma Vucinic per Amauri (o Iaquinta più soldi): l'intreccio è già stato annodato, chissà quando verrà disfatto.