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Zazzaroni: "Non vorrei rimpiangere Gravina, al successore consiglio massicce dosi di ansiolitici"

di Giuseppe Giannone

Sulle pagine del "Corriere dello Sport", Ivan Zazzaroni "saluta" così Gabriele Gravina, presidente dimissionario della FIGC: "Questo è il nostro saluto a Gabriele Gravina, il presidente della Figc più vincente (ops) e anche perdente (due Mondiali saltati) dall’agosto ’82 a oggi: nel 2006 la Figc era commissariata, ma nel 2021 in sella c’era lui. Gravina, o delle cose buone e delle meno buone: fece ripartire il campionato nel periodo del Covid sfidando i club e ricevendo il sostegno decisivo dell’allora numero 1 della Lega di A Dal Pino, e ha frenato per anni le mire di un paio di presidenti dell’opposizione strumentale.

Non ricordo altri massimi dirigenti della Federcalcio che, dimissionari, abbiano lasciato ai posteri una sorta di testamento politico. Gravina l’ha diffuso ieri. L’ho letto e lo considero non tanto una difesa del suo operato, visto che è fuori definitivamente e non può avere interesse a difendersi, quanto un atto di responsabilità e verità nei confronti dell’intero movimento. Gravina ammette che i mali del calcio italiano sono evidenti e che - nella stragrande maggioranza dei casi - l’impossibilità di intervenire efficacemente, dovuta sia a fattori interni sia esterni al sistema, abbia fin qui preso il sopravvento sull’incapacità di individuare le possibili soluzioni. Consiglio al successore di Gravina, che non vorrei rimpiangere, di munirsi di elmetto, scudo, alabarda spaziale e di massicce dosi di ansiolitici".


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