Zazzaroni: "Non possiamo cedere alla violenza dei social, con minacce di morte ad arbitri e giocatori"
Sulle pagine del "Corriere dello Sport", Ivan Zazzaroni torna sugli errori arbitrali prendendo spunto da quanto accaduto in Inter-Juve di sabato scorso, concentrandosi sulle minacce di morte arrivate, via social, a Bastoni e La Penna: "Da quando c’è il Var pretendiamo che l’arbitro veda anche quello che a occhio nudo non si può vedere. Questa forma di condizionamento trasforma il direttore di gara, lo spinge spesso a sentirsi Hawkeye, Occhio di Falco, e a commettere errori clamorosi.
Non possiamo arrenderci a un protocollo colpevolmente sbagliato, insufficiente, “ipocrita". Non possiamo arrenderci alla violenza dei social, alle minacce di morte rivolte con una disinvoltura e una vigliaccheria disarmanti a arbitri, calciatori e famiglie. È una guerra culturale contro l’ignoranza, l’incultura, la rabbia» e contro «i cretini che ci circondano e si moltiplicano.
Non tolleriamo i torti che subiamo nel calcio poiché siamo spesso costretti a mandar giù quelli che ci toccano nella vita di tutti i giorni. A mangiar merda insomma. Le nostre parole sono come giganti quando ci fanno un torto, e come nani quando ci rendono un servigio".