Yildiz tra i migliori ma cala alla distanza
La partita di Kenan Yildiz in Juventus-Sassuolo è stata una di quelle che raccontano bene il suo momento: talento evidente, ma ancora non completamente continuo.
Yildiz è stato tra i pochi a dare luce e imprevedibilità alla manovra della Juventus. Quando ha il pallone tra i piedi si percepisce subito un cambio di ritmo: cerca la giocata verticale, punta l’uomo, prova a inventare. Il gol è l’episodio che certifica la sua qualità, ma non è un lampo isolato: è dentro la partita, si muove molto tra le linee e prova a legare centrocampo e attacco.
Dopo aver trovato la rete, però, la sua prestazione si fa più discontinua. Non sparisce, ma non riesce più a incidere con la stessa frequenza, anche perché la squadra attorno a lui fatica a sostenerlo e a dargli linee di passaggio pulite. Alterna buone intuizioni a momenti più spenti, in cui resta un po’ ai margini del gioco.
Nel complesso è una prova positiva ma non dominante: segna, crea qualcosa e dimostra personalità, ma non riesce a trascinare la squadra nei momenti decisivi. Il migliore (o quasi) della Juve, ma con ancora margine per diventare davvero decisivo per 90 minuti.