Yildiz: “Il mio futuro è qui”
Kenan Yildiz, la storia del talento della Juventus: “Mai per soldi, gioco per migliorare”
Kenan Yildiz non si racconta: si scopre. A piccoli passi, tra chi lo ha visto crescere e chi oggi lo osserva da vicino alla Juventus. Ha solo vent’anni, ma una storia già intensa, fatta di sacrifici, talento e una qualità sempre più rara: la normalità.
Yildiz, dalle giovanili al salto con la Juventus, ecco alcuni passi dell'intervista a Corsport.
Un ex tecnico del settore giovanile bianconero ricorda così i suoi primi giorni: “Mi colpì subito l’umiltà. Educato, rispettoso, sempre il primo a salutare. Ma in campo faceva cose diverse: toccava la palla in modo speciale”.
Già nella Primavera della Juve, Yildiz mostrava qualcosa di unico. Non solo tecnica, ma personalità. E anche legami forti, come quello con Dean Huijsen, cresciuto insieme a lui.
L’incontro con Ivan Zazzaroni: “Ho avuto fretta, scusa”. Alla Continassa, il faccia a faccia con Ivan Zazzaroni parte con un’ammissione:
“Scusa, ho avuto troppa fretta nel giudicarti”.
La risposta di Yildiz è disarmante: “Non c’è problema. Era un’opinione. I giornalisti fanno questo”.
“Nessuno mantiene lo stesso livello per 50 partite. È sempre un up and down”.
Dietro il talento c’è una storia di dedizione totale. Cresciuto tra Germania e Turchia, Yildiz racconta“Dopo la scuola prendevo la borsa e andavo ad allenarmi. Tornavamo la sera tardi. Sempre”.
Un percorso iniziato nel vivaio del Bayern Monaco, dove però non si è mai sentito davvero valorizzato.
L’addio al Bayern: “Non mi davano fiducia? Non era una questione di soldi. Non sentivo fiducia. C’era sempre qualcuno considerato migliore di me”.Alla Juventus, invece, ha trovato subito spazio e fiducia. E oggi lo ribadisce: “Qui sto benissimo. È sempre stata la mia prima scelta”.
Sul futuro non lascia dubbi :“Il mio futuro è qui”.
Sulla normalità: "Io sono molto normale. Non è semplice restare con i piedi per terra perché la mia vita non ha nulla di normale, ma ho una famiglia solida, il mio gruppo di amici è chiuso. Le persone le osservo, penso di saper distinguere gli incontri veri da quelli fake. Sono calmo, mi piace ridere e scherzare, non sono diverso da tanti ragazzi della mia età»