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Valentini: "Malagò ha tutto per diventare presidente federale. Vorrei che si ripartisse dal dossier che a Gravina non è stato permesso di presentare"

di Alessandra Stefanelli

L'ex dirigente FIGC <strong>Antonello Valentini</strong> è stato ospite di <em>TMW Radio</em> nel pomeriggio di ogg, durante <em>Maracanà</em>, per analizzare i temi del giorno.

<strong>Per il futuro si parla di Malagò o Abete per il ruolo di presidente federale. Che idea ti sei fatto?</strong>
"Io al gioco delle coppie mi sottraggo nitidamente perché ritengo che la rappresentazione di uno scontro a due non sia inerente alla realtà delle cose. Di certo candidatura di Malagò è stata un'indicazione della Lega Serie A, che è quella più forte. Il più intelligente in questo caso è stato proprio Malagò, che ha detto di essere grato per questo consenso al fine di attuare un percorso esplorativo. Lui ha tutte le capacita per diventare presidente federale. Per quanto riguarda Abete, lui è il primo a sapere di non essere un volto nuovo e non ha alcuna ansia di diventare presidente. Casomai lui si è espresso sulle modalità di elezione. Ad ogni modo nei prossimi giorni sarà utile confrontarsi sui temi per rilanciare il calcio italiano, Nazionale compresa".

<strong>Da cosa bisognerebbe ripartire per rilanciare il calcio italiano?</strong>
"Vorrei che si ripartisse da un documento che molti ironicamente hanno definito il testamento di Gravina. È un dossier che lo stesso Gravina avrebbe voluto presentare, ma che non gli è stato permesso di esporre a seguito delle dimissioni. Chiaramente riguardava la riforma dei campionati, già definita da Tavecchio ai tempi la madre di tutte le battaglie. Le società di Serie A però si sono sempre opposte, dato che i club di fascia media non vogliono rischiare di retrocedere e di perdere gli introiti derivanti dai diritti televisivi. Di sicuro bisogna ridurre le squadre di Serie A, ma non dimentichiamoci quello che accade in altre categorie. In Serie C ad esempio ci sono 57 società e 3 squadre U23; questo campionato non è più economicamente sostenibile con l'attuale formula. Bisognerebbe ridurre a quaranta il numero dei club e mettere dei paletti più stringenti per l'iscrizione".

<strong>In tutto questo qual è la posizione di Abodi?</strong>
"Una parte del governo, inclusi Abodi e il ministro Giorgetti, vorrebbero un commissariamento. Ad oggi pero non ci sono i requisiti giuridici e di conseguenza per un commissariamento servirebbe che nessuno dei candidati raggiungesse il 51%".


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