Ulivieri: "Numero minimo italiani in campo in Serie A? Non si può fare, significherebbe limitare gli stranieri"
Intervenuto a "Radio Anch'io lo Sport", Renzo Uivieri, presidente dell'AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio), analizza i problemi del calcio italiano, provando a fare il punto su quelle che potrebbero essere le soluzioni: "Abbiamo le nazionali giovanili maschili e femminili che vincono, che giocano bene, che fanno risultati. La criticità sta nel passaggio da queste categorie alle prime squadre di Serie A. Questi giovani, per mille motivi, non riescono a fare questo passaggio. Sarà colpa degli allenatori che devono vincere in ogni modo o delle società, però il momento critico è questo. Bisognerà trovare una soluzione.
Una regola per avere un numero minimo di giocatori italiani in campo? Non si può fare. A noi ci garberebbe, ci sembrerebbe una strada, ma è impercorribile. Vorrebbe dire limitare gli stranieri. Bisogna fare tutte quelle cose che sono possibili in base ai regolamenti dell'UEFA e della FIFA, altrimenti si va fuori dai campionati.
Limitare le proprietà straniere? Qui potremmo vedere di fare qualcosa, ma qui diventano norme anche governative. Ad esempio, almeno il 50% delle proprietà rimanga italiano. Proprietà straniere hanno a meno cuore la maglia azzurra? Probabilmente sì. Appena arrivano, non hanno interesse di questo genere. Poi ci sono casi e casi: penso a Rocco Commisso un innamorato del calcio italiano. Ma di queste proprietà straniere si conosce pochissimo".