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Spalletti voto 8

di Redazione TuttoJuve

Spalletti – voto 8 secondo Gazzetta. Ora è ufficiale: la sua Juventus ha un’identità chiara e riconoscibile fin dal primo affondo. In 50 giorni, dal ko del Maradona, ha ribaltato tutto: gioco, atteggiamento, fiducia. Una squadra aggressiva, fluida, dominante. Applausi veri.

Spalletti elogia Yildiz e rilancia la Juve: «Sappiamo dove vogliamo arrivare»

L’allenatore bianconero non pone limiti alla crescita della squadra dopo il successo sul Napoli: «Ogni vittoria è diversa, ma ce ne sono alcune che ti danno una consapevolezza nuova. Questa è una di quelle».

Da Napoli a Torino: la svolta in 50 giorni

La notte del Diego Armando Maradona, cinquanta giorni fa, aveva spinto la Juventus a -8 dal Napoli campione d’Italia. Il pomeriggio dello Stadium, invece, racconta un’altra storia: -1 dagli azzurri, sette punti recuperati in poche curve e una classifica che cambia volto.

«Ogni partita vale tre punti – spiega Luciano Spalletti – ma alcune vittorie ti dicono che sei sulla strada giusta. Questa ci conferma che stiamo crescendo come volevamo».

Il Napoli resta un avversario diretto nella corsa alla Champions League, ma l’allenatore bianconero non alza i decibel dell’entusiasmo: alza l’asticella delle ambizioni.

«Sappiamo dove dobbiamo migliorare»

Spalletti è lucido e diretto:
«Sappiamo dove dobbiamo migliorare e sappiamo dove vogliamo arrivare. Di questa partita mi è piaciuto tutto: il modo in cui l’abbiamo preparata, affrontata e vissuta fino alla fine. Cercare sempre di guadagnare metri è il segno della convinzione nei nostri mezzi».

Parole che fotografano una Juventus diversa, sicura, riconoscibile.

Identità ritrovata: la nuova Juventus prende forma

A inizio dicembre la Juve era ancora una squadra senza identità definita, sospesa in una terra di mezzo. Sette partite dopo, allo Stadium è festa.

«Non so se chi viene qui abbia paura di noi, e non mi interessa. Quello che conta è rendere orgogliosi i nostri tifosi. E oggi lo sono», sottolinea Spalletti.
«Siamo alla Juventus per fare le cose per bene, dal primo all’ultimo passaggio. Per dimostrare di essere professionisti seri».

L’ex CT della Nazionale si riconosce in una squadra fluida, fatta di movimenti continui, scambi di posizione e armonia collettiva.

Yildiz “alieno”, McKennie centravanti aggiunto

E i singoli? Spalletti si sbilancia.
Yildiz «è un alieno», capace di interpretare ruoli diversi senza perdere qualità.
McKennie, invece, sorprende: «Forse è il nostro primo centravanti: sa dove arriva il pallone in area, sa prenderselo e salta più di qualsiasi difensore».

Su Kelly aggiunge: «Puoi trovarlo anche sulla trequarti, a sorpresa».


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