Spalletti, prime critiche
Prime critiche per Luciano Spalletti dopo Instabul.
Scelte iniziali e formazione
Spalletti ha schierato la Juve con un 4-3-3 offensivo, puntando su una squadra che potesse prendere il controllo del possesso e ripartire con qualità, con Koopmeiners, Locatelli e Thuram a centrocampo e McKennie e Yildiz in avanti. L’intenzione era chiara: giocare palla alta e non limitarsi a difendere, anche in trasferta.
Una scelta coraggiosa e coerente con la sua idea di calcio, ma rischiosa in una gara fuori casa contro un avversario fisico e in fiducia come il Galatasaray, che nel primo tempo ha pagato.
La gestione dei cartellini e i cambi
Una decisione chiave della partita è stata sostituire Cambiaso all’intervallo, già ammonito, con Cabal per evitare il rischio di un secondo giallo. L’obiettivo era non rimanere in dieci troppo presto, ma il cambio si è rivelato un boomerang: Cabal ha subito due ammonizioni rapide e ha provocato l’espulsione, lasciando la Juve in inferiorità numerica.
Dal punto di vista logico la scelta era comprensibile — gestire i rischi legati ai cartellini — ma l’errore è stato non avere alternative difensive più solide o più adatte alla gestione del rischio. La sostituzione ha finito per peggiorare la situazione, sia tatticamente che psicologicamente. L'infortunio di Bremer ha fatto il resto.