Spalletti fa muro
Spalletti, errori individuali e gol subiti: «Conseguenza delle mie richieste, non buttiamo via la palla»
Quello che doveva essere un San Valentino anticipato per celebrare il rinnovo di Kenan Yildiz rischiava di trasformarsi nell’ennesima notte da incubo per la Juventus. Contro la Lazio di Maurizio Sarri, l’1-1 maturato allo Stadium lascia più di una riflessione a Luciano Spalletti, salvato solo dall’incornata di Kalulu al 96’.
Un gol pesantissimo che evita la seconda sconfitta consecutiva in quattro giorni, dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia contro l’Atalanta, e tiene in vita lo spirito del “fino alla fine”, marchio di fabbrica bianconero, alla vigilia del delicatissimo derby d’Italia contro l’Inter.
Spalletti analizza il pareggio: reazione sì, ma troppa frenesia
Il tecnico juventino guarda il bicchiere mezzo pieno, ma non nasconde i limiti emersi:
«Mi tengo la reazione della squadra sotto pressione – spiega Spalletti –. Siamo stati bravi a rimontare, ma in alcuni momenti c’è stata troppa confusione e frenesia. Se vuoi essere una squadra top devi saper gestire le emozioni e dimostrare personalità».
Un pareggio arrivato al termine di una partita complicata, segnata da errori individuali, regali difensivi e dall’ennesimo gol subito al primo tiro in porta degli avversari.
Errori e costruzione dal basso: «Colpa delle richieste che faccio»
Il ritorno di Yildiz titolare non è bastato per ritrovare la vittoria, ma Spalletti difende i suoi uomini e si prende le responsabilità:
«Probabilmente certi errori sono la conseguenza delle richieste che faccio ai ragazzi, come non buttare via la palla e alzare il livello del nostro calcio».
Nel mirino finisce anche l’episodio che ha portato al vantaggio laziale:
«Locatelli è stato uno dei migliori fin qui, una palla persa non può cancellare tutto quello che ha fatto. Nel calcio succede».
Rigore negato e polemica arbitri: «Serve una riforma»
Spalletti torna anche sugli episodi arbitrali, in particolare sul rigore non concesso a Cabal:
«Andava dato tutta la vita. Ma il punto non è quello: c’è sempre un’interpretazione. Non si può dire che tutti i falli di mano siano rigore».
Poi l’affondo:
«Serve una riforma per rendere gli arbitri professionisti. Sono gli unici, nel calcio, a non esserlo».
Spalletti-Sarri, incrocio che pesa
Il confronto con Maurizio Sarri continua a essere indigesto. Se il bilancio complessivo resta favorevole a Spalletti, le ultime due sfide raccontano altro: il ko con il Napoli nel marzo 2023 e il pareggio di ieri, arrivato solo allo scadere.
Una mezza frenata che aumenta la pressione sulla Juventus e sul suo allenatore, anche alla luce dei discorsi sul rinnovo di contratto rimandati. Sarri è ormai il passato, ma nei pensieri di Spalletti ora ci sono solo Cristian Chivu e il primo, infuocato derby d’Italia da juventino contro l’Inter. Lo riporta Gazzetta,