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Spalletti e Gasp predicano nel deserto

di Redazione TuttoJuve

Champions League, la sfida dei tecnici vincenti: idee nuove o mercato decisivo

La corsa alla Champions League entra nel vivo e mette sotto pressione due allenatori esperti e vincenti, chiamati a superare limiti evidenti delle rispettive rose. Con le risorse attuali servono idee nuove, altrimenti resta la speranza di un mercato di gennaio capace di cambiare gli equilibri.

La corsa delle “cinque sorelle” e il rallentamento di Juve e Roma secondo Gazzetta.

Il turno di campionato ha chiarito uno scenario: la corsa delle cinque sorelle, inizialmente tutte appaiate in vetta, ha lasciato indietro Juventus e Roma. Le due squadre avevano lo svantaggio della partita in più e, almeno sulla carta, un gap maggiore rispetto al trio di testa. Continuare a fare pressione era l’unico modo per restare agganciate, anche perché i recuperi spesso nascondono sorprese.

La Juventus ha raggiunto la Roma al quarto posto, ma ha sprecato due punti contro il Lecce: rigore ingenuo concesso, due pali e un Falcone in versione migliore in campo. La Roma, invece, si è scontrata con un’Atalanta gasperiniana nella sua miglior versione stagionale. Ancora una volta, però, sono emerse le fragilità che impediscono un percorso continuo.

Situazioni diverse, ma un filo comune: Spalletti e Gasperini, allenatori capaci di costruire gioco e risultati, sembrano non avere una rosa all’altezza per restare stabilmente ai vertici. Il rischio è quello di predicare nel deserto.

L’obiettivo Champions: prestigio e bilanci

Lo scontro diretto è lontano (primo weekend di marzo) e non può ancora essere caricato di significati decisivi. Attenzione anche agli inserimenti: il Como ha una gara in meno contro il Milan e, in caso di vittoria, potrebbe rimescolare la classifica. Il Bologna è in calo, ma resta una variabile da non sottovalutare.

La Juventus di Spalletti: concretezza cercasi

Spalletti è subentrato in corsa e ha dovuto accettare una situazione complicata, aggravata dal lungo infortunio di Dusan Vlahovic. Per ritrovare solidità ha riportato la Juve a un assetto tattico già collaudato in passato.

Contro il Lecce è mancato solo il secondo gol: una consolazione, ma anche una colpa collettiva. Non dell’allenatore, che deve lavorare con ciò che ha. David e Openda non hanno reso secondo le aspettative e dal mercato di gennaio difficilmente arriveranno rinforzi decisivi: spesso si trovano esuberi costosi o giocatori scontenti, a meno di follie economiche che la Juve non intende fare.

Spalletti conosce i limiti del progetto: alla povertà di alternative deve rispondere con la sua competenza tattica.


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