Spalletti a Sky: "Nessuna stanchezza, io questi giocatori non li capisco: come fai a fare un 2° tempo simile! Ho vissuto male l'eliminazione della Nazionale, Vlahovic e Perin..."
Dopo la vittoria conquistata contro il Genoa, il tecnico della Juventus Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Sky Sport:
Conceicao parlava di stanchezza per quel secondo tempo un po' così, lei cosa pensa?
"No. Ieri e ieri l'altro non ci siamo allenati, li ho lasciati proprio stare senza uscire in campo, i famosi allenamenti invisibili. Sotto l'attività delle nazionali, si è dato due giorni liberi, poi si è fatto un allenamento in mezzo e poi staccato. Si sono portati in campo a camminare, camminare, a fare solo dei calci piazzati, perché, per cui, non è così. È che ogni tanto si accetta di essere la versione inferiore di noi stessi. Perché dopo, veramente io dopo, ora sono sei, sette mesi che sono qui, ancora non sono certo di quello con cui ho a che fare. Perché non è possibile da un primo tempo come si è fatto stasera, un secondo tempo in questa maniera qui. E se poi capita l'episodio, siccome il calcio è uno sport episodico, dipende da degli episodi, no, che poi ci si costruisca, che siamo peggio o meglio di quella nazione se un risultato cambia una partita. E in base a quegli episodi come sono andati a finire. Se fanno il calcio di rigore diventa una serata difficile da portare a casa".
Vlahovic e Perin come stanno?
"C'è preoccupazione perché si sono fatti male tutte e due e hanno insentito un indurimento muscoalre, bisogna fare le analisi per capire quanto tempo ci vorrà".
Conceicao assomiglia al primo Salah, è giusto come accostamento?
"E' un abbinamento che può essere giusto perché Francisco è un ragazzino giovane e ha ancora delle conoscenze da fare, da convincersi che può giocare anche un po' dentro il campo, per cui questo fatto di avere l'uomo alle spalle non gli deve creare quell'ansia che ogni tanto si vede che ha, perché se riceve sull'esterno e ti guarda diventa immarcabile, perché è veramente forte. Poi è chiaro che, su 7-8 situazioni, lui ti crea 7-8 ipotetici pericoli. Poi deve migliorare un po' sulle scelte e quando mette la testa a terra per fare l'uno contro uno ugualmente deve avere la capacità di avere un po' di prospettiva se c'è quello a cui posso passare la palla. In questo ogni tanto lui fa una cosa per volta, cioè punto l'uomo, punto l'uomo, non punto l'uomo ma ora si è liberato uno e la riesca a giocare. Però in quelle che sono le sue qualità di attaccante esterno è uno dei più forti che veramente ho visto. Bisogna migliorare sotto l'aspetto della qualità del tiro in porta, perché così sarà di livello toppissimo. Lui deve probabilmente migliorare un pochettino anche su questo, però ha questa intensità nel fare uno contro uno, ha questa ferocia che è veramente difficile tenerlo, perché anche oggi ha messo palloni importantissimi per la squadra in quantità".
Come hai vissuto l'eliminazione della Nazionale?
"L'ho vissuta malissimo, malissimo e ti giuro, quando è finita la partita, cioè, mi sono immaginato di essere Gattuso, perché poi il primo pensiero è andato a lui, perché è una persona perbene, è un uomo, è uno che ha sentimento, che ha tutte le qualità possibili per essere una persona top in questo mondo. Cioè, io mi sono detto, ma se io ora fossi stato ancora lì e fosse successa a me questa roba, in quelle difficoltà, in quella temperatura, in quel tipo di stadio lì, in quelle difficoltà che ti crea quel risultato lì, io veramente non esco da quella situazione. Veramente non so come avrei potuto reagire, perché sono cose che poi, secondo come sei fatto, se hai le spalle addosso. È impossibile. Poi, un pochettino subirle è anche bene, ma io, come ho detto precedentemente, io l'ho subita tanto, quella cosa lì. L'ho subita in una maniera forte, che mi ha praticamente creato una non reazione. Non ce la facevo di più lì a parlare di calcio, mi sono quasi nascosto per dispiacere. E però anche quella partita lì, se Kean fa il 2-0, di che cosa si va a parlare? Di grande Italia, di grande squadra. Per cui, in questi sbalzi di opinioni dove tutti dicono quello che gli pare, bisognerebbe avere un po' più di equilibrio e di considerare che poi anche questi ragazzi qui dentro in quel contesto lì, fino a che non ci arrivi, è facile, o perlomeno pensi di poterla gestire bene. Poi quando sei lì dentro, e purtroppo un po' la subisci in un certo verso, e succede la pesantezza della situazione, perché poi avevano fatto bene fino a quella partita lì, anche loro avevano perso dalla Norvegia, avevano vinto tutte le partite. Però poi è una situazione pesante, una situazione pesantissima, e ho paura proprio per quello che dicevate voi, per esempio oggi, Udinese-Como, su 33 calciatori che sono entrati in campo, ce n'erano due soli italiani, ce ne sono stati due italiani. Questo fatto qui è un fatto fondamentale, un fatto fondamentale, perché? Perché poi noi bisogna tentare di tutelare quelli che sono nostri talenti, ci sono delle cose da mettere a posto sull'età delle squadre e via dicendo. Però non voglio fare quello che dà consigli, ma se noi non ce la facciamo da soli ad avere questo amore, questo affetto verso le cose nostre, verso i nostri calciatori, non riusciamo a farli crescere, la seconda squadra, va bene, secondo me bisogna riabbassare l'età della Primavera, sono tutte cose di cui si parlerà e metteranno a posto. Ma se noi non ci si fa a tutelare questi ragazzi che nascono, e ne nasceranno sempre in Italia, ieri ho scherzato in conferenza stampa citando quelle 4-5 mamme, m'ha mandato un messaggio Tonetto, m'ha detto mia mamma si chiama Alicia, Tonetto, che era con me alla Roma, per dirvi. Eh no, giustamente, non scherzavo, capisce. Però, faccio un esempio eh, che poi probabilmente non è riproponibile o non lo so. Ma se noi si facesse giocare un Under-19 in ogni squadra, fisso in campo in ogni squadra di Serie A, un Under-19, sei costretto, per regolamento, uno per forza sempre in campo. Noi come Juventus siamo costretti ad averne 4 a disposizione per farne giocare uno. Perché ne devi lavorare 4. E poi che faccio? Vado a informarmi e vado a vedere quelli di due anni prima per andarli acquistare perché poi l'anno successivo ce ne vogliono 3-4. 4 per ogni squadra diventano un numero elevato. Poi, chi diventa buono? Della Juventus non è diventato buono nessuno, ma ci sta che venga fuori un giocatore da Cremonese, un giocatore da una squadra probabilmente sotto livello di Inter, Milan, Juve, perché poi io devo andare a tutelarli, a prenderli buoni, a cercarli. Li devo governare, questi ragazzi qui, perché? Perché io ho bisogno di uno che non mi faccia scendere il livello di squadra, posso tenere uno qualunque, perché quello può fare la differenza. Ho detto una cosa che siccome all'estero non fanno questo fatto qui, però a noi probabilmente ci farebbe comodo, visto che tanto non si fanno giocare, visto che a volte si contesta il modo di fare settore giovanile e via dicendo. Ma questo uno, questo uno vuol dire per 20, sono 80 calciatori che noi lavoriamo per farli diventare più forti. Ma questo non vuol dire che la nostra nazionale non è forte, perché la nostra nazionale è forte. E l'aveva fatto anche vedere con Gattuso che è stata forte dentro queste partite qui. E lui, per quanto mi riguarda, mettendo le due punte, 3-5-2, come tutti volevano, anche quando c'ero io aveva fatto delle scelte corrette, perché quelli sono i più forti che ci sono ora in Italia. e gli episodi hanno determinato questo, gli episodi. Non è che ora siamo i peggiori di tutti, ma il risultato dice questo. Sì, il risultato dice questo, ma poi c'è la lettura delle partite e il come vanno gli episodi che fanno la differenza. Il calcio è uno sport episodico".