Ravezzani: "L'affare Mateta lascia più di un dubbio. Scudetto? Il Milan deve tenere i piedi per terra"
Intervenuto in esclusiva ai microfoni di MilanNews.it, il direttore di TeleLombardia Fabio Ravezzani ha analizzato alcune delle principali tematiche legate all’attualità rossonera, soffermandosi in particolare sulla gestione dell’operazione Mateta e su un interessante retroscena emerso durante la trasferta di Bologna.
Parlando del mancato arrivo dell’attaccante, Ravezzani non ha nascosto le sue perplessità:
«La gestione dell’affare Mateta è stata rivedibile. L’ho scritto in tempi non sospetti: se il Milan fosse riuscito a prenderlo, superando la concorrenza della Juventus – che evidentemente era consapevole delle condizioni del giocatore – avrebbe fatto una grande operazione. Invece si sono persi 7-8 giorni dietro un calciatore che poi si è rivelato infortunato, senza mettersi nelle condizioni di trovare un’alternativa».
Il direttore ha poi raccontato un retroscena legato alla sfida del Dall’Ara, una delle migliori prestazioni stagionali del Milan: uno 0-3 netto, frutto di una prova autorevole sotto tutti i punti di vista, dall’intensità alla gestione dei ritmi, fino alla personalità mostrata in un ambiente caldo come quello bolognese. Nonostante il largo vantaggio, però, Massimiliano Allegri è apparso insolitamente nervoso. «Dopo il gol di Rabiot era molto arrabbiato, più del solito. Io e Antonio Vitiello, seduti in tribuna stampa, abbiamo sentito chiaramente le sue urla: tante, forti, decise. In altre situazioni, anche con il risultato in bilico, non aveva mai alzato così tanto la voce. Allegri sa che questo Milan rende solo se resta concentrato al 100%, su ogni pallone e su ogni episodio. Anche sullo 0-3 non ci si può permettere di staccare la spina: è una questione di mentalità».
Infine, un passaggio sul tema Scudetto: «Si può parlare quanto si vuole di titolo, ma per farlo davvero bisogna restare con i piedi per terra. Rabiot ha detto che cinque punti non sono tanti, Allegri gli ha risposto sorridendo che lo diceva solo dal punto di vista matematico. La partita di Bologna e il rendimento del Milan, forse, raccontano una realtà ancora diversa».