Ravanelli: "Nel '96 eravamo la Juve più forte di tutti i tempi. Non mi perdono di essere andato via"
Intervistato da "La Gazzetta dello Sport", Fabrizio Ravanelli, ex attaccante della Juventus negli anni '90, racconta la "sua" Juve, quella che diventò campione d'Europa nel 1996 battendo l'Ajax all'Olimpico: "L’Ajax era la squadra più forte del momento, noi, quella notte, diventammo la Juve più forte di tutti i tempi. Sì, la più forte. Avremmo battuto anche l’Impero Romano tanto grande era la nostra personalità, il nostro carattere, la generosità di un gruppo che dava tutto per il compagno, per l’allenatore, per i dirigenti. Qualcosa di unico.
Quanto sento viva quella vittoria? Non c’è giorno che non ci pensi... Gianluca (Vialli, ndr) nello spogliatoio mi disse che se non avessimo vinto si sarebbe dato alla latitanza perché non avrebbe retto ad un nuovo ko dopo la finale persa a Wembley con la sua Sampdoria e con quella battuta mi tranquillizzò. Ecco, negli ultimi giorni è questo il flash ricorrente nella mia testa. Saremmo morti in campo per la maglia, morivamo durante gli allenamenti dove vedevo compagni vomitare dalla fatica.
L'approdo in Premier League? Una premessa: non sarei mai dovuto andare via, non me lo perdono ancora. A Middlesbrough fu un’avventura preziosa a livello sportivo, con 34 gol segnati, e personale... mi sono arricchito. Ma era un altro mondo e lo capii già dalla prima serata fuori con i compagni: scazzottata al pub tra di loro dopo l’amichevole con l’Inter, pugni e calci mai visti, io, da solo, a guardare incredulo. La mattina, all’allenamento, come se niente fosse accaduto.
Se Spalletti sarebbe piaciuto a Boniperti? Sì, di sicuro. Spalletti è simile a Lippi, ma ha anche del Trapattoni".