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Ranocchia: "Bastoni? Gogna mediatica che non merita. L'esultanza? Nell'adrenalina del momento ti lasci andare"

di Giuseppe Giannone

Intervistato da "La Gazzetta dello Sport", Andrea Ranocchia, ex difensore dell'Inter tra le altre, difende Alessandro Bastoni, suo ex compagno di squadra in nerazzurro, dalle tante critiche che gli sono arrivate per la simulazione, con tanto di esultanza all'espulsione di Kalulu, in Inter-Juventus di sabato scorso: "L'episodio di sabato sera? Tanto, troppo clamore. Una gogna mediatica che un bravo ragazzo come Ale non merita: è tutto tranne che un simulatore seriale. Può aver sbagliato in questo specifico caso, non c’era giallo, ma si sta esagerando nelle valutazioni: bisogna sempre considerare l’adrenalina del momento. E poi l’analisi è generale...

Se la vedi dal vivo o in tv, per velocità e dinamica dici subito: "Ok, l’ha preso, è seconda ammonizione...". Secondo punto: nessun giocatore in una dinamica così veloce vuole simulare con il preciso intento di fare espellere un avversario. Ok, non era un contatto duro, ma era in velocità, ha sentito una mano addosso ed è andato giù: non è niente di anomalo, lo hanno sempre fatto tutti, me compreso. Per il resto, Kalulu avrebbe dovuto difendere in maniera diversa, senza rischiare cartellini. Se c’è un problema, quello è il protocollo, da cambiare. 

In cosa si sta esagerando con Bastoni? Una gogna inaccettabile per un calciatore che è sempre stato corretto. Cercare in campo di portare una situazione dalla propria parte è normale: non sto difendendo le simulazioni in quanto tali, quelle vanno punite, ma qua c’è un tocco leggero e resta una situazione di gioco. Si comporta molto peggio chi prova a far male a un altro collega. 

L'esultanza eccessiva? Nell’adrenalina del momento capita che ti lasci andare. È successo a tutti di fare in campo qualcosa preso dall’istinto, qualcosa di cui successivamente ci si pente. Era un Inter-Juve, c’era tensione, era caduto anche perché aveva sentito quel piccolo tocco: vedendo il rosso all’avversario, non pensava di averlo ingannato, ma solo alla partita.

Cosa deve fare l'Inter? Niente di diverso da ciò che sta già facendo, difendere l’onorabilità del proprio tesserato. Non si può minimamente dire che sia un campionato falsato, questo. Gli errori esistono ed esisteranno sempre: l’anno scorso l’Inter ha perso lo scudetto per un fallo enorme su Bisseck non fischiato a San Siro con la Roma. 

L'incoerenza di Chivu tra vigilia e dopo partita? Cristian è l’allenatore che deve difendere un suo giocatore accusato ingiustamente di essere uno... scorretto. Questo è il punto di partenza. Tra le righe, ha fatto capire che anche per lui non era giallo, ma come immaginare che potesse spingersi oltre nel dopo partita?".


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