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Qui Lazio - Fabiani: “Caro Moggi sono disposto a fare un confronto pubblico. Finché ci sarò io nessuno sfrutterà la Lazio”

di Benedetta Demichelis

Angelo Fabiani, direttore sportivo della Lazio, ha parlato in conferenza stampa a margine della presentazione dei nuovi acquisti biancocelesti. Ecco le sue parole riprese da Tmw: Per completare il mercato in entrata c'è l'accordo già siglato con tanto di contratto di Pedraza, che da luglio sarà un nuovo giocatore della Lazio. Diogo Leite lo abbiamo seguito, ci abbiamo parlato ma purtroppo ha avuto questo infortunio che lo terrà ai box circa 6-7 settimane. C'è un accordo di massima con il suo avvocato, vedremo se a stretto giro di tempo vorrà legarsi alla Lazio come voleva fare prima dell'infortunio. Credo sia arrivato il momento di abbassare tutti i toni e parto dal sottoscritto, si è venuto a creare un clima non bello che per la verità si respira all'esterno del nostro ambito lavorativo. Come avete sentito i nuovi hanno parlato in termini positivi del loro ambiente e dello spogliatoio, non è vero ciò che qualche volta mi viene riferito su delle discussioni e violenze di non so quale genere. Noi come parte tecnica della quale sono il responsabile ci siamo isolati per quello che è il nostro compito, ritengo che sia giunto il momento che ognuno per la propria parte, dai giornalisti ai tifosi passando per la società, riportare su dei binari della serenità e della tranquillità. Non nascondo che probabilmente ci abbiamo messo anche del nostro, però credetemi io non voglio fare il capopopolo, io sono uno del popolo e non prendo in giro nessuno. Io dico sempre ciò che rispecchia la realtà e i fatti, non le dicerie e le millanterie. Prendiamo il caso Romagnoli, ne ho sentite di tutti i colori e mi riserverò di agire per vie legali proprio per difendere la Lazio e l'onorabilità dei suoi tifosi. Ogni singolo tifoso deve avere la percezione che ci sono dei professionisti e degli impiegati che operano giorno e notte per il bene della Lazio. Chi vi parla viene da un anno tremendo per vicende familiari, ma non ha mai fatto mancare il supporto alla società, ai giocatori e allo staff. È brutto dirlo, ma il giorno in cui mio nipote si toglie un rene io non c'ero, ero qui per lavorare al servizio della Lazio. Si può discutere poi sul rendimento, se avrò fatto bene o male lo dirà il tempo, ma da qualche anno a questa parte ho gettato le basi per far sì che chi mi succederà per coltivare quelle ambizioni che ogni squadra deve avere troverà basi solide, roba che non ho trovato io. Dal settore giovanile alla squadra femminile, gestire giocatori che non hanno mai calcato il prato dell'Olimpico. Io sono una persona seria e coerente, vi chiedo scusa se durante il mercato non ho risposto, non sono uno di quei dirigenti che fa la corsa a dare la notizia. Dare una notizia qualche volta significa bruciare l'operazione, molte operazioni sono state bruciate da gruppi che non si fanno scrupolo nel guadagnare soldi. Non credo che nella storia ci sia un dirigente che abbia denunziato mediatori e presunti tali che volevano recare un danno al mondo Lazio. Questo è il rispetto che debbo portare al mondo Lazio, non le chiacchiere e non facendomi bello perché ho fatto 60/70 milioni di plusvalenze con giocatori acquistati a poco meno della metà e che tra l'altro non erano stati messi sul mercato né dal sottoscritto né dal presidente Lotito. Io non mi sono mai nascosto dietro la proprietà e non vado al guinzaglio di questo o quel presidente, in tante società ho imposto le mie idee. Nel bene o nel male poi queste idee hanno prodotto qualcosa di positivo a quelle società, mi dispiace quando vengono a dirmi che Massimo Piscedda ritiene la categoria dei direttori sportivi dei maggiordomi, premesso che neanche dispiacerebbe tanto servire a tavola perché sono una persona umile, al suo contrario. Se gli faccio la scheda tecnica poi mi diverto io, certe cose venite a dirmele in faccia. Pensate che io sia il servo sciocco dei procuratori? Io sono al servizio della Lazio e della sua comunità, prendere o lasciare. Sono disposto, caro Luciano Moggi, di fare un confronto pubblico. Troppo comodo e troppo facile parlare senza il contraddittorio, ma sono stato tirato per la giacchetta. A questi cantastorie dico che se vogliono un confronto pubblico mi chiamassero. Dico poi al signor Luciano Moggi che i libri non vanno romanzati scrivendo cazzate, bisogna scrivere la verità. A Massimo (Piscedda, ndr), per il quale nutro anche affetto, dico di mettere in moto il cervello prima di parlare, non fare il capopopolo. Non lo trovo corretto, aver fatto 60 partite in Serie A non ti dà il diritto di avere in tasca la verità assoluta. Io devo ringraziare pubblicamente Romagnoli, che in tutta questa vicenda è stato l'unico a usare il buon senso. Non credo che abbia rifiutato il trasferimento perché non sapeva, credo abbia rifiutato perché ha fatto delle considerazioni. Se ha rifiutato per principio questo gli fa ancora più onore, ma devono sapere questi signori che non si sono comportati bene, questi signori che risponderanno compreso Raiola dovranno spiegare davanti a un magistrato se erano al corrente o meno delle condizioni che loro ci avevano imposto. Io posso dimostrare con messaggi e con mail, loro dimostrano solo di essere degli ignoranti, arroganti che si permettono di dire che alle ore 20 negli uffici della Lazio non c'era nessuno. Ho detto prima che non sono stato all'ospedale da mio nipote e mi vergogno di questo, mi assumo tutte le mie responsabilità, ma questi soggetti che pensano che la Lazio sia la vigna dei coglioni non avranno la vita facile. Non lo posso tollerare, poi vorrei dire un'ultima cosa, qui non bisogna fare come i ladri di Pisa che di giorno stanno litigati e la sera vanno a rubare insieme. Qui bisogna essere tutti coerenti e dico Lotito, Fabiani, Sarri, calciatori e inservienti, reparto medico, tutti. Qui non bisogna mettersi la giacca con lo stemma della Lazio e questo è sufficiente per fare, qui bisogna mettersi in testa che la Lazio è di tutti, la Lazio ha un attuale presidente che la governa. Bene o male non lo so e non mi frega niente, io so solo quello che faccio io e la Lazio è un patrimonio di tutti i tifosi, della città. E se devo dirvela tutta mi consentirà una bacchettata il presidente, forse con la sua generosità alcuni collaboratori gli raccontassero verità diverse, accumulando problemi su problemi. Quando vi dico che mi sono ritrovato a gestire una situazione al limite dico la verità, la sacrosanta verità. Sono arrivato alla soglia dei 65 anni e faccio questo lavoro per vera passione, non per un discorso economico. Il presidente me l'ha detto del contratto, io non lo faccio per soldi, in Serie C guadagnano più di me. Faccio questo lavoro per passione e per amore, non prendo per il culo nessuno. Smettiamola di fare i capopopoli, i tifosi capiscono e sanno. Ricordate che il popolo è vulnerabile, oggi ti porta in cielo ma come si accorge che lo prendi per il culo ti lascia. Spero che questo messaggio arrivi ai mercanti, interni ed esterni. Fino a quando ci sarà Fabiani nessuno sfrutterà la Lazio". 

Lotito ha raccontato tante cose in questi mesi, il mercato di gennaio ha raccontato di una Lazio che ha speso molto meno di quanto ha incassato. Qual è la dimensione vera della Lazio oggi?
"La Costituzione consente a tutti di contestare in piazza, c'è massimo rispetto per tutti. Quando io ho detto che per avere delle ambizioni ci vogliono delle basi solide il senso è quello. Si è parlato di una Lazio che ha fatto molte plusvalenze e dovrei lodarmi di questo, ma non funziona così perché ho venduto Castellanos e Guendouzi a 30 milioni ciascuno, ma li ho pagati 15 milioni. C'è un meccanismo che ci si porta dietro da anni e anni, non so quanto avrò voglia di continuare ma non tutte le responsabilità sono ascrivibili a Lotito. Non devo difendere Lotito, non mi ha mai imposto nulla e se devo dirgli qualcosa la dico senza problemi. Sta all'onestà di chi agisce farlo per il bene della Lazio. Sono stati incassati 60 milioni, venti ne abbiamo investiti e 40 sono finiti in tasca ma purtroppo non è così. Abbiamo ancora delle quote da pagare per questi giocatori, l'Atalanta partendo da zero ha fatto 600 milioni di plusvalenze. Il Como con un programma lungimirante partendo dalla Serie B con dei giovani si sta togliendo delle soddisfazioni. Questo è quello che ho inteso io, ma di comune accordo con tutti. Bisogna stare nel solco della programmazione, i periodi passano e la storia va avanti. Per dare un qualcosa di importante devi rischiare e ricostruire, per ricostruire ci vuole tempo, qualche volta anche privarsi di qualche giocatore per reinvestire. Tutto questo lo stiamo facendo per costruire basi solide, oggi con l'avvento di questi fondi non si capisce nulla. La Lazio ha grande solidità economica, non è mio consueto sciorinare numeri delle consorelle. Indice a destra o a sinistra, ma questi giocatori sono arrivati primi nel girone d'Europa o sbaglio? Questo giocatori competevano per un posto in Europa o sbaglio? Poi perdi col Lecce e il bello del calcio è questo, ma non si dica che non si continua nella programmazione. Baroni giocava in un certo modo col 4-2-3-1, torniamo su Sarri perché stimatissimo dalla società ed è un allenatore importante con il suo credo, bisogna rimescolare delle situazioni e ci vuole del tempo per mettere a disposizione di Maurizio Sarri quei giocatori funzionali. Oggi abbiamo giocatori richiesti sul mercato che abbiamo bloccato, da Noslin a Rovella e Tavares, ma ci sono giocatori che sono qui da cinque anni con contratti importanti e rientrano nel Costo del Lavoro Allargato. C'è molta gente che apre bocca e gli dà fiato senza sapere come funziona una società, questo intossica l'ambiente perché il tifoso vuole sognare. Se volete vi faccio vedere i contratti firmati con la squadra in cui sarebbe andato Romagnoli, andando anche contro un comunicato ma parlando con la società e l'allenatore. Se l'operazione è saltata non è colpa di qualcuno a Formello, il tempo di telegrafi e fax è finito, bastava una firma ma se a quel poveraccio di Romagnoli non viene detto come stanno le cose cosa c'entra. Questo fa onore a Romagnoli, qui non c'è discussione, ci sono sorrisi. Questa storia fa solo onore ad Alessio Romagnoli".

Non crede che ci siano state troppe interruzioni in questi anni? Come mai non è stato sostituito Guendouzi?
"Questi sono punti di vista che rispetto, poi è il campo quello che giudicherà. C'è un però, all'indomani del fatto che va via Guendouzi improvvisamente diventa un discepolo, prima però è uno scassacazzi perché si fa buttare fuori e fa come gli pare. Quella non è obiettività, Guendouzi è andato via perché l'ha voluto lui e io non trattengo nessuno, dimostrandolo anche con Romagnoli. Non ho messo sul mercato Castellanos, è stato lui a chiedere di andar via. Se poi c'è stata abilità nel farci qualche milione, almeno questo concedetemelo. Poi quei soldi sono stati reinvestiti, forse ci sono state parecchie interruzioni ma bisogna vedere chi ha spento l'interruttore. Quando dico che bisogna smettere di fare i capopopolo intendo proprio questo. Ho puntato su Baroni, non c'è mai stata una discussione con Baroni, a fine stagione prima della partita col Lecce a bordo piscina mi comunica la sua volontà di andare via. I fatti documentati sono questi, quindi si deve ripartire e sai quante volte lo si farà ancora da qui a 50 anni. Qualche volta non dipende dalla tua volontà, sono andato io a casa di Sarri a prenderlo e ricordo a tutti che dopo la partita con l'Udinese Sarri non ce l'ha fatta per problematiche familiari serie. Il primo allenatore contattato dopo le dimissioni di Baroni è stato Maurizio Sarri, so perfettamente che bisogna prendere dei giocatori per Sarri e ci vorrà pazienza, per questo è stato fatto un contratto di tre anni a Sarri. Se li merita tutti, ma ci vuole un po' di pazienza e fiducia. A rompere un giocattolo ci vuole un secondo, a ricostruirlo ci vuole tempo". 

Pensa che il non guardare fuori Formello sia il problema? Sulla contestazione dei tifosi cosa pensa?
"Non ho detto che ci chiudiamo dentro Formello e non guardiamo nulla. Come ho detto prima la Costituzione permette di manifestare in piazza, bisogna però poi avere un grado di capire fino in fondo le cose come stanno. Sul fatto di fare un'autocritica l'ho detto, dobbiamo essere noi i primi a farla. Se le regole ce lo consentono di promuovere una class action con tifosi, stampa e addetti ai lavori per sederci di fronte a un tavolo e discutere delle reali problematiche della Lazio per portare a un contributo costruttivo, non distruttivo. Abbiamo regole piuttosto stringenti a livello federale, forse è arrivato il momento di sederci con tutte le varie componenti e discutere di questo malessere non malessere, non tutto può essere ascrivibile a Fabiani. Tutti devono prendersi quella porzioncina di responsabilità, il bene superiore è la Lazio in quanto società importante con un blasone e migliaia di cuori pulsanti. Questo è quello che farò avendo più tempo libero". 

C'è un risultato sportivo che la deluderebbe talmente tanto dall'arrivare a un passo indietro? Qual è il suo riferimento per definire una stagione fallimentare?
"Se guardi ora la classifica posso parlare del Bologna e della Fiorentina, ma non è questo il punto. Io non ho fatto la Serie A solo a Salerno o alla Lazio, l'ho fatta anche al Messina. Arrivai ottavo e non era il Real Madrid, ma lasciai la Serie A perché non avevo più stimoli, potevo tranquillamente rimanere ma dei soldi non mi è mai interessato. Il mio lavoro non lo deve valutare Lotito, io devo valutare il mio lavoro per essere a posto con la mia coscienza. Quando mi sono fatto carico di questa responsabilità tolto Milinkovic, tolto Luis Alberto, tolto Immobile e pochi altri non c'era granché nel patrimonio giocatori, se poi con il lavoro fatto giorno e notte togliendo tempo alla mia famiglia il valore della rosa viene attestato tra i 250 e i 300 milioni significa che qualcosa è stato fatto. Io sono un uomo del popolo, nessuno mi ha regalato nulla e nessun presidente può dirmi quello che devo fare. L'appello accorato è quello di portare il tutto sui giusti binari, a volte l'istituto delle scuse può essere un istituto molto importante". 

Cosa ha spinto Sarri a dire che alla Lazio sembra sempre di stare all'anno zero? Cosa spinge secondo lei Baroni a lasciare la Lazio per andare a Torino? Come principio è giusto rinunciare a un trasferimento per la rinuncia alle ultime mensilità? 
"Il principio degli stipendi fa onore, apprezzo il principio non se ha rifiutato. Se lì prende 20 milioni e toglie 250 o 500 mila euro non sia un problema. Lo dico e lo ribadisco perché ci sono prove documentate della trattativa Romagnoli, lui per principio ha rinunciato al trasferimento per rinunciare a tre stipendi. Vecino per esempio è andato via e ha preso tutto fino all'ultimo giorno. Se chi sta facendo l'operazione ci dice che quello a cui rinuncia qui lo prende dall'altra parte è un'altra questione. Se io rinuncio a 500 mila euro per il prestito e 500 mila euro per l'obbligo di riscatto non si può dire che è una mia questione. Mandas è venuto a piangere da me, voleva andar via per fare questa esperienza e ha rinunciato a quattro mensilità così come i suoi procuratori hanno rinunciato alle commissioni. Si dà il caso che tanti anni fa all'Ancona c'ero anche io e Baroni l'ho incontrato migliaia di volte, avevo pensato di fare un progetto con Marco. Ha avuto torto, c'era già il Baronismo con la squadra prima in Europa, poi all'improvviso si è rotto qualcosa. Non mi ha mai detto i motivi per cui sia andato via, mi ha pregato di non dirlo a nessuno e secondo voi trattengo Baroni il giorno prima di una partita che è andata come è andata a finire come quella col Lecce? Tutto ciò che è negativo non può essere legato alla società. Stiamo cercando di ripartire con Sarri. Serviva un giocatore alla Raspadori? Abbiamo preso Maldini. Loftus-Cheek? Sta nella denuncia fatta. Sono andato ai Carabinieri per difendere la mia onorabilità? No, l'ho fatto per difendere la Lazio. Fare mercato oggi è quasi impossibile, le cose si fanno solo se mantieni il segreto. Appena esce il nome ci sono 5-10 gruppi che si muovono per fare le operazioni". 

Vedremo il vero Romagnoli? Sarri ha parlato di permanenza fino a giugno, pensa che sarà ancora l'allenatore della Lazio? C'è qualche operazione che avrebbe voluto portare a termine e non è riuscita?
"Romagnoli è centratissimo, è un ragazzo estremamente intelligente e quando abbiamo parlato con Romagnoli la delusione traspariva. Mi ha detto che non sapeva questa cosa, Romagnoli si è allenato anche quando la squadra aveva due giorni di riposo. Alessio è un protagonista serio. Mi auguro che Sarri sia ancora l'allenatore della Lazio da luglio. Io lo chiamo il toscanaccio, ci prendiamo in giro e ci facciamo delle risate, il mister è un uomo dalla battuta facile e bisogna saperlo decodificare. Ho la certezza che lui sia attaccato a questa società, poi sicuramente è un brontolone. Se parlo di Van Basten o Castellanos, è normale che qualsiasi allenatore voglia Van Basten, ma guai se non fosse così brontolone. Ben venga un allenatore che ti stimola così, Sarri viene dai campi sterrati come il sottoscritto. Viva dio che è un brontolone e rappresenta una garanzia per tutti i tifosi, tutta questa vicenda è un motivo di orgoglio per tutta la società. Lasciamo perdere la battuta, è un brontolone. Sentivo Conte dire che fa questo per passione e non per soldi, è un altro burlone. È un ragazzo straordinario, ma a volte non conta ciò che si dice, ma ciò che si pensa. Sono estremamente convinto che Maurizio vuole onorare il contratto e dare continuità al progetto. Non credo che la Lazio si sia indebolita nella maniera più assoluta, la Lazio ha inserito ottimi elementi. Questo è il 64esimo mercato che faccio, c'è sempre qualcosa che lascia l'amaro in bocca. Voleva venire un ragazzo dell'inter, ma purtroppo non c'è stata la possibilità di fare l'operazione, potevamo fare solo un prestito con diritto di riscatto e obbligo condizionato ma l'offerta non è stata accettata. L'importante è non fare marchette, qua non si fanno marchette ma si prendono solo giocatori funzionali. Prendiamo il caso di Przyborek, è un ragazzo di prospettiva e speriamo non si guasti nel crescere. Tutto quello che andiamo a fare lo facciamo in buona fede. Poi saranno i risultati a dire se hai sbagliato o meno". 

Qual è la situazione con Basic?
"Basic e Marusic sono stati convocati dal sottoscritto, Marusic ha accettato e firmato seduta stante. Basic ha preso qualche giorno per valutare le condizioni contrattuali, nel frattempo si prendono altri impegni per cui si è andati avanti con altri impegni. Basic non è un problema al pari di Pedro e Vecino che erano in scadenza lo scorso anno, a tempo debito si valuterà il futuro di Basic. Quando parlo di esigenze parlo di una visione totale e di un discorso di numeri". 

Ha pensato alle dimissioni? Cosa farà dopo la scadenza nel 2027? Come mai ha preso Sarri se poi si è dovuto tirare fuori dal mercato?
"Stai dicendo che tutto questo disastro lo ha combinato Fabiani? La rosa più vecchia non l'ha creata Fabiani, quando parli devi pesare le parole. Ha detto che dal suo avvento, dal mio avvento siamo arrivati settimi entrando in Europa e l'anno dopo il settimo posto non è bastato. Hysaj non l'ha portato Fabiani, Gigot è l'unico che ha portato Fabiani. Viene fatto passare un messaggio sbagliato, se poi devo prendermi le mie responsabilità io lo faccio ma non sono nato ieri. Dal mio avvento si vede cosa ha fatto la Primavera e la femminile, come è stata risolta una questione che era al limite. Lei ragiona male, vada a scuola di giornalismo". 

La gente non va più allo stadio, c'è un motivo o un vostro errore per cui si è arrivato a tutto questo?
"Io ho premesso una cosa, io intanto ho un ruolo ben preciso che è quello tecnico. Ho detto anche che forse è arrivato il momento di abbassare tutti i toni, ci possiamo sedere tutti intorno a un tavolo per vedere anche questo aspetto. Non si può dire che qui c'è qualcuno che ha la ragione assoluta e qualcuno che ha il torto assoluto, non voglio entrare in questo meccanismo. Mi farò promotore con Lotito di questa proposta, penso ci sia tutta la volontà di arrivare a una risoluzione. Non so quale questa possa essere. Io quello che so è che questa situazione non piaccia a nessuno, penso anche al presidente Lotito. Cerchiamo tutti quanti di prenderci le responsabilità e ricompattare per trovare un punto d'incontro"


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