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Pedro Felipe: "Entrare nello spogliatoio della Juventus è stato importante. Bremer, Cabal, Locatelli e altri mi hanno aiutato molto"

di Alessandra Stefanelli

Pedro Felipe si è presentato ufficialmente come nuovo giocatore del Sassuolo, parlando ai canali del club neroverde e raccontando il suo percorso personale e professionale. “Vengo da una famiglia umile e quando ho iniziato a giocare ho capito che il calcio poteva aiutare i miei. Così è diventato il mio lavoro, una cosa seria, che non faccio solo per divertirmi. Il calcio è la mia vita”, ha dichiarato il difensore brasiliano.

Il suo percorso è iniziato a 11 anni lontano da casa: “Quel periodo mi ha insegnato tanto, ero ancora un bambino e non sapevo molto della vita. Mi mancava la mia famiglia e volevo essere forte ogni giorno per loro. Lì mi è stato insegnato a essere uomo”. Dopo una tappa al Palmeiras, Pedro Felipe è arrivato in Italia con la Juventus, affrontando le difficoltà del clima e un lungo infortunio al crociato: “Devi diventare più forte di testa, così puoi tornare più forte di prima. Tornare dopo dieci mesi e fare gol è stato molto speciale”.

L’esperienza in Juventus Next Gen lo ha formato anche dal punto di vista umano: “Entrare nello spogliatoio della prima squadra è stato importante per capire se potevo far parte del gruppo. Bremer, Cabal, Locatelli e tanti altri mi hanno aiutato molto”.

Ora al Sassuolo, dove è arrivato a gennaio, Pedro Felipe guarda al futuro con ambizione: “Esci da una seconda squadra e poi vai a fare la Serie A nel Sassuolo, dico ‘mamma mia’! Ringrazio Dio, è una cosa molto importante essere qua. C’è una bella squadra, tanti giovani e uno staff che ogni giorno mi insegna qualcosa”.

Tra i compagni, ha legato subito con Tarik Muharemovic, suo ex compagno alla Juventus Next Gen. Il difensore chiude parlando dei suoi sogni: “Prima di tutto diventare un giocatore importante, arrivare ad alto livello per poter aiutare sempre la mia famiglia e le persone care, e essere una persona buona”.


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