.

Palestra: "La Nazionale un obiettivo e un sogno. Amo i dribbling"

di Redazione TuttoJuve

Accostato anche alla Juventus in sede di calciomercato, l'esterno del Cagliari (ma di proprietà dell'Atalanta), Marco Palestra, ha rilasciato un'intervista a La Repubblica. Le sue parole sintetizzate da TuttoCagliari.net: "Mi piace pensare in grande, sono ambizioso - esordisce il talento rossoblù in odore di azzurro -. Di me hanno parlato bene Spalletti, Sacchi, Fabregas e Gattuso? I complimenti mi fanno molto piacere e ringrazio ogni volta, ma da quando ho cominciato a giocare a calcio ho imparato che la gloria è passeggera. Puoi passare in una settimana dall’essere considerato un top player a essere bollato come scarso, e viceversa".

L'esterno rossoblù va veloce: "Ma fino ai 15 anni, nelle giovanili dell’Atalanta, giocavo mezzala ed ero il più lento della squadra - ricorda -. Compensavo con la tecnica, ma sulla corsa ero sotto a tutti. Ero molto magro, avevo un’altra struttura. Dall’Under 17 sono cambiato, per fortuna".

Franco Vanni gli chiede in che cosa deve migliorare: "Di sicuro chiamo troppo la palla ai compagni - risponde Palestra - A Bergamo mi dicevano che facevo la telecronaca".

Sulle prospettive azzurre: "Nazionale maggiore? È un obiettivo e un sogno. Ma so che solo grazie a grandi prestazioni qui a Cagliari posso ambire a grandi traguardi".

Sul Cagliari: "Ho trovato una squadra giovane come me? È bellissimo, siamo tanti giovani, ma c’è anche qualcuno un po’ più grande che ci insegna come vivere le partite, aiuta avere compagni esperti, che hanno vissuto molto più calcio di noi".

Su Pisacane: "Mi ha dato tantissimi consigli. Sento di essere molto migliorato con lui, in difesa ma anche nei movimenti quando si attacca".

Palestra è l’esterno con più dribbling riusciti in Europa: "Quando vedo un avversario davanti, immagino immediatamente come posso superarlo. Se poi è più bravo lui e mi prende la palla, va bene, ma mi piace il duello", spiega.

Sul suo futuro: "A giugno scadrà il prestito e non sarà facile lasciare Cagliari? Sono stato accolto benissimo, non posso che ringraziare. Qui si vive alla grande: il mare, il cibo, il dialetto. Mi piace ascoltarlo e so qualche parola, ma non chiedetemi di parlarlo".


Altre notizie
PUBBLICITÀ