Milan-Inter, l’Aia promuove Doveri: mani Ricci non era rigore per tre motivi. Manca un penalty alla Roma
L’Associazione Italiana Arbitri difende le decisioni prese durante il derby tra Milan e Inter, in particolare l’episodio che nel finale ha visto protagonista Samuele Ricci. Il designatore arbitrale Gianluca Rocchi e l’Aia sostengono la correttezza della scelta della squadra arbitrale composta da Daniele Doveri in campo, Rosario Abisso al Var e Marco Di Bello nel ruolo di Avar. Il caso sarà analizzato anche nel consueto approfondimento televisivo “Open Var”.
Queste le motivazioni anticipate da Sportmediaset:
1) Ricci sta semplicemente correndo verso la propria porta e il movimento del braccio non è chiaramente volto ad aumentare il volume del corpo per fare opposizione rispetto alla giocata di Dumfries.
2) Il centrocampista rossonero cerca di ritrarre il braccio per evitare l'impatto.
3) Il braccio non è fuori sagoma rispetto alla traiettoria del pallone (che quindi, senza il tocco, sarebbe andato a sbattere sul fianco di Ricci).
Nonostante le spiegazioni fornite dall’Aia, l’episodio continua ad alimentare il dibattito. Rocchi considera corretta la decisione di non concedere il rigore, mentre l’ex arbitro Graziano Cesari si è espresso in senso opposto. Anche tra i principali quotidiani sportivi le interpretazioni non sono univoche: La Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport escludono il penalty, mentre Tuttosport definisce l’episodio quantomeno discutibile.
Dai vertici arbitrali arriva inoltre la precisazione che il caso del derby non è paragonabile al rigore assegnato lo scorso maggio per il fallo di mano di Yann Bisseck nei minuti finali di Inter-Lazio, terminata 2-2. Quell’episodio fu determinante nella lotta scudetto poi vinta dal Napoli. In quell’occasione il pallone arrivava frontalmente verso il difensore nerazzurro e il braccio, giudicato fuori figura, ne aveva deviato la traiettoria impedendo a Valentín Castellanos di proseguire l’azione. Situazione diversa rispetto a Milan-Inter, dove Ricci, secondo l’Aia, non avrebbe ampliato il volume del corpo né interrotto una giocata avversaria.
La 28ª giornata di Serie A ha però generato polemiche anche su un altro episodio. Durante Genoa-Roma, infatti, la squadra giallorossa e l’allenatore Gian Piero Gasperini hanno protestato per un presunto fallo di mano di Ruslan Malinovskyi su un tiro di Koné, decisione presa dall’arbitro Colombo.
In un primo momento, nella sala Var di Lissone gli ufficiali Paolo Mazzoleni e Gianluca Manganiello avrebbero analizzato la situazione ipotizzando che il contatto fosse avvenuto all’interno dell’area di rigore. Tuttavia, l’episodio è stato poi valutato come non punibile.
Una lettura che non coincide con quella dei vertici arbitrali. Secondo l’Aia, infatti, Malinovskyi si sarebbe opposto al tiro di Koné con il braccio destro largo rispetto al corpo, quindi in posizione considerata fuori sagoma. Il fatto che il pallone abbia colpito prima il petto del giocatore ucraino non renderebbe automaticamente regolare l’intervento.