McTominay, un calcio troppo morbido, Lautaro fuori venti giorni
McTominay-Napoli, crescita tattica e numeri da top player: «Conte unico, mi ha cambiato», apertura di Corsport.
Dal legame con Napoli alla nostalgia per i tackle “di una volta”, fino ai numeri che lo consacrano tra i migliori centrocampisti della Serie A. Scott McTominay si racconta tra passato, presente e futuro, con parole che sanno di leadership e appartenenza.
Il legame con Napoli: «Qui potrei restare a lungo»
Il rapporto con la città è diventato qualcosa di speciale. «Amo i napoletani e questa città: potrei vedermi qui a lungo», ha spiegato il centrocampista, sottolineando il forte impatto umano e ambientale avuto dal suo arrivo al Napoli.
Un feeling che va oltre il campo e che si intreccia con le ambizioni stagionali del club, in piena corsa nelle zone alte della classifica di Serie A.
La crescita tattica con Conte: «Mi ha cambiato»
Determinante nel suo percorso è stato l’incontro con Antonio Conte. «Conte è unico, mi ha cambiato», ha ammesso McTominay, evidenziando l’evoluzione tattica e mentale vissuta sotto la guida del tecnico.
Disciplina, intensità, lettura delle situazioni: qualità che oggi lo rendono un centrocampista completo, capace di abbinare fisicità e inserimenti offensivi. Un salto di livello che si riflette anche nei numeri stagionali, sempre più da top player.
Dall’esordio con Mourinho alla maturità
A credere in lui per primo fu José Mourinho, che lo fece esordire con il Manchester United. Celebre il giudizio dello Special One: «Era un uomo già a diciassette anni, non è mai stato un bambino. Sempre serio, umile, professionista. Il primo ad arrivare all’allenamento».
Una mentalità che non è mai cambiata. «Siamo pagati tanto per allenarci: devi divertirti, ma giocare con serietà», ribadisce oggi.
«Un calcio troppo morbido»: nostalgia per i tackle
McTominay non nasconde una certa nostalgia per il calcio di una volta: «Da ragazzo mi insegnavano a contrastare onestamente e con forza. Oggi un tocco può portarti al giallo».
Una riflessione che riaccende il dibattito sull’evoluzione arbitrale e sulla tutela dei giocatori. Secondo lo scozzese, il calcio moderno è diventato «troppo morbido», penalizzando chi interpreta il ruolo con intensità e fisicità.
Numeri da leader e obiettivi stagionali
Oltre alle parole, parlano i fatti: inserimenti decisivi, gol pesanti e presenza costante nelle due fasi. McTominay si è imposto come perno del centrocampo azzurro, contribuendo in modo concreto agli obiettivi del Napoli.
Sulla questione infortuni, minimizza: «Solo sfortuna, è difficile gestire l’emergenza». Ma il focus resta sul campo e sulla crescita collettiva.
Tra ambizione personale e progetto tecnico, McTominay si prende Napoli. Con la mentalità di sempre e numeri che lo candidano a protagonista assoluto della stagione.
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