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Marocchi spiega la sconfitta col Cagliari: "Juve troppo indisciplinata, mi è balzato subito agli occhi"

di Alessandra Stefanelli

Il successo del Cagliari contro la Juventus nasce da una partita interpretata nel modo migliore possibile. Ne è convinto Giancarlo Marocchi, che dagli studi di Sky Sport ha analizzato il match vinto 1-0 dai rossoblù: “Il Cagliari ha fatto la gara che doveva e che poteva fare contro una Juve che gioca così, quasi perfetta. Se fosse finita 2-1 per i bianconeri avremmo parlato comunque di una partita preparata benissimo. Poi però arriva il gol pazzesco di Mazzitelli, hai un portiere decisivo, resti compatto dietro e alla fine porti a casa i tre punti. Tutti contenti, tutti che si abbracciano”.

Marocchi si sofferma poi sulle difficoltà offensive della squadra di Spalletti: “Questa partita certifica un limite di qualità negli ultimi metri. Yildiz è fenomenale, salta l’uomo tante volte, ma spesso è costretto a superare anche i compagni che, per eccesso di generosità, intasano gli spazi. David ha fatto una buonissima gara in appoggio, però un centravanti deve anche girarsi, tirare, inventare qualcosa. Alla fine hai tanti calci d’angolo, ma poche occasioni davvero pulite. Anche se la pareggi, vai negli spogliatoi con il mal di pancia”.

Infine un passaggio sull’aspetto tattico, riprendendo un concetto già evidenziato da Spalletti: “Ha toccato un tema importante, quello dell’indisciplina nella posizione in campo. L’ho notato subito: se vedi Kelly andare alto a sinistra e Yildiz che deve rincorrere all’indietro, dall’altra parte succede lo stesso con Kalulu. Serve lucidità: i giocatori più bravi devono stare vicino all’area, gli altri possono allungarsi ma non troppo, altrimenti finisci per chiuderti gli spazi da solo”.


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