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Marchisio a tutto campo: "Vi racconto Agnelli e gli allenamenti di Conte. Bene Spalletti. Un mio ritorno? Perché no"

di Marco Spadavecchia

Claudio Marchisio ha rilasciato un'intervista nel salotto di Giorgia's Secret, programma condotto da Giorgia Rossi su Dazn. Tanti i temi trattati dall'ex bianconero, a partire dal soprannome: Principino. "Ho sorriso, mi è andata bene, ci sono soprannomi peggiori. Me lo diede Federico Balzaretti negli spogliatoi, io ero della Primavera aggregato alla prima squadra. Arrivavo al campo in camicia o vestito elegante, sono sempre stato così, alle elementari già andavo a scuola in camicia. Vengo visto come perfetto? È il mio carattere. Quando rincorrevo l'avversario mi sporcavo ben volentieri". 

TORINO E LA JUVE – "Sono nato a Torino e ho fatto tutto il settore giovanile, poi ho fatto il raccattapalle, mi sentivo un tifoso nella Juventus. Una volta Alex Sandro, avendo letto la mia storia del bambino cresciuto alla Juve, mi chiese se non avessi voglia di cambiare, aria diversa, ambiente diverso, ma per me era naturale. Io trovavo sempre la forza e l'energia di meritare quel sogno. Era una responsabilità per me e per i tifosi, l'avevo voluta così tanto. Bandiera non vuol dire che stai tantissimi anni in una società, ma è quello che dai realmente nel quotidiano. Io uso come esempio Tevez che è rimasto poco ma è stato una bandiera". 

CRISTIANO RONALDO – "I giovani dovrebbero seguire l'esempio di un grande professionista come Cristiano Ronaldo. Bisgona avere una forza mentale enorme per fare quello che fa lui. E di lui mi ha sempre colpito la continuità nel quotidiano, nell'allenamento ma anche nel tempo libero".

CONTE – "Una volta eravamo a Miami in tournèe, Conte ci diede la serata libera, ma avremmo dovuto tornare a un certo orario. Io e Vidal arrivammo in ritardo. E io ero terrorizzato, il mister me l'avrebbe fatta pagare. Arturo invece rideva. Quel giorno a tutti noi andò male, ci fece correre così tanto che qualcuno vomitò. Arturo continuava invece a correre ininterrottamente". 

DEL PIERO – "Mi sorprende non vedere Del Piero oggi in società, per la persona che è e per quello che potrebbe dare. Marchisio nella Juventus? Perché no? Vediamo". 

SPALLETTI – "Spalletti è arrivato in un momento difficile, a livello di storico la Juventus non ha mai cambiato allenatore così presto in stagione. La sua mano si è vista. Non basta a volte quello. Da qui a fine anno mi auguro che la Juve torni in Champions e che in estate con Spalletti si costruisca qualcosa di solido per essere seri, competitivi e credibili. Mancano giocatori forti.cPer costruire una squadra forte ci vogliono soldi e bisogna saperli spendere". 

ANDREA AGNELLI – "Io e Andrea Agnelli ci sentiamo settimanalmente, ultimamente lo abbiamo fatto dopo alcune sconfitte, ma solo per riparlare delle vittorie passate. Ad Andrea pensco che la Juventus mancherà sempre".


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