Manninger: “Buffon e Del Piero, altra categoria”
Dopo una carriera ai massimi livelli, Manninger ha deciso di tornare alle origini: «Il lavoro manuale mi ha insegnato sacrificio e fatica». Un’attitudine che, racconta, era apprezzata anche da allenatori come Antonio Conte e Jürgen Klopp, che vedevano in lui un esempio per i più giovani. Oggi niente social, niente riflettori: «Il calcio è diventato moda e business. Io sono felice nella semplicità».
L’Europa scopre Manninger con l’Arsenal di Arsène Wenger, negli anni dello storico stadio di Highbury. «Avevo 20 anni e davanti a me un leader come Tony Adams. Mi sentivo tranquillo, ma ho un rimpianto: essere andato via troppo presto».
Juventus, Buffon e Del Piero: “Un’altra categoria”
Alla Juventus, Manninger condivide lo spogliatoio con leggende come Gianluigi Buffon e Alessandro Del Piero. «Gigi? Una tranquillità incredibile. Ale invece un cecchino, soprattutto sui rigori». E ricorda le sfide infinite in allenamento a Gazzetta: «Vinceva quasi sempre lui».
Conte e lo scudetto: “Lui ci credeva più di tutti”
L’arrivo di Antonio Conte segna una svolta: «Era l’unico a credere allo scudetto dopo anni difficili. Ha rimesso ordine e mentalità vincente».
Tra i pochi rimpianti, l’esperienza con il Brescia Calcio nel 2004: «Non mi hanno mai dato una possibilità». Una scelta che però si rivela decisiva: «Sono andato a Siena e poi alla Juventus».
L’ex portiere non nasconde una visione critica del calcio moderno: «Oggi si pensa più ai social e all’immagine che al lavoro». E conclude con nostalgia: «Mancano figure come Del Piero e Buffon».
Una carriera tra Premier League e Serie A, chiusa con semplicità e coerenza. Lontano dai riflettori, ma con la stessa passione di sempre.