Juventus e Spalletti, sintonia totale
Juventus e Spalletti, incontro perfetto: identità ritrovata ed empatia totale
La Juve cresce, gioca e ritrova entusiasmo: ora il tecnico attende il vertice di mercato
La Juventus aveva bisogno di un allenatore come Luciano Spalletti. E Spalletti aspettava soltanto un’occasione come la Juventus per rimettersi in gioco, rituffarsi in pista e riaccendersi davvero. Si sono trovati nel momento giusto e oggi i risultati iniziano a raccontare una storia chiara: la Juve ha ritrovato un’identità.
L’immagine simbolo arriva dal Mapei Stadium di Reggio Emilia. Dopo il gol del 3-0 di Jonathan David, Spalletti lascia la panchina, entra in campo e si unisce all’abbraccio collettivo della squadra. Un gesto che vale più di mille parole e che racconta empatia, appartenenza e spirito di gruppo.
Spalletti-Juventus: empatia, lavoro quotidiano e identità
L’esperienza da commissario tecnico dell’Italia aveva lasciato rimpianti, soprattutto per l’impossibilità di lavorare quotidianamente con i giocatori. Alla Juventus, invece, Spalletti ha ritrovato il tempo e la profondità necessari per incidere davvero: gestione dei rapporti, cura dei dettagli, lavoro psicologico.
Da sempre Spalletti è un allenatore capace di “cucire l’abito su misura” alla squadra, come ricordato più volte da Walter Sabatini. Oggi quella capacità è tornata a emergere con forza.
Una Juve riconoscibile: palleggio, pressing e controllo
La Juventus è finalmente un prodotto riconoscibile. Palleggia, attacca, pressa e ha trovato equilibrio. Il modulo resta fluido, con una linea difensiva che può diventare a quattro grazie all’intelligenza tattica di McKennie e Cambiaso, ma ciò che conta sono i principi di gioco.
A Reggio Emilia i bianconeri non hanno mai permesso al Sassuolo di ragionare, chiudendo ogni linea di passaggio e tirando 10 volte nello specchio della porta. Un dato significativo, soprattutto in trasferta. Lo riporta Corsport.