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Juventus, difesa blindata: la svolta che vale la Champions

di Redazione TuttoJuve

La Juventus attraversa una delle fasi più solide della stagione, costruita soprattutto su una retroguardia tornata impenetrabile. Nelle ultime sei giornate di campionato - osserva il Corriere dello Sport -, i bianconeri hanno raccolto cinque successi mantenendo la porta inviolata, segnale evidente di un cambio di passo nella gestione difensiva.

L’unico passaggio a vuoto recente è arrivato contro il Sassuolo allo Stadium, gara in cui Andrea Pinamonti, servito da Domenico Berardi, ha trovato il gol che ha ribaltato il vantaggio iniziale firmato da Kenan Yildiz. In quella sfida è rimasto negli occhi anche il rigore fallito da Manuel Locatelli, che avrebbe potuto indirizzare diversamente il risultato.

Per trovare l’ultima sconfitta bisogna risalire al match del 21 febbraio, quando il Como guidato da Cesc Fàbregas si impose a Torino. Da quel momento, però, il percorso della squadra di Luciano Spalletti ha cambiato marcia, soprattutto sul piano dell’equilibrio difensivo.

Dopo il pareggio spettacolare contro la Roma, la Juventus ha costruito una serie di vittorie senza subire reti: successi netti contro Pisa, Udinese, Genoa, Atalanta e Bologna hanno permesso ai bianconeri di risalire la classifica fino alla zona Champions.

Oggi la squadra occupa il quarto posto, con un margine di sicurezza sulle inseguitrici e un distacco contenuto dalle posizioni più alte. I numeri difensivi raccontano molto: 29 gol subiti in 33 giornate, un dato che colloca la Juve tra le migliori difese del campionato, alle spalle solo di poche rivali dirette come Milan e Como, mentre altre big come Inter e Roma viaggiano su numeri simili.

Nel momento più delicato della stagione, Spalletti ha scelto di puntare con maggiore continuità sulla linea difensiva a tre, pur mantenendo una certa flessibilità tattica. Il sistema con tre centrali e due mediani ha garantito maggiore copertura, soprattutto in una fase in cui l’attacco fatica a trovare continuità realizzativa.

Il trio formato da Pierre Kalulu, Gleison Bremer e Lloyd Kelly ha alzato il livello della fase difensiva, offrendo solidità e affidabilità. Tra i pali, Michele Di Gregorio ha saputo farsi trovare pronto, approfittando dello stop di Mattia Perin per guadagnarsi spazio e continuità.

Una compattezza che oggi rappresenta la vera forza della Juventus nella corsa a un posto in Champions League.


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