Juve, Spalletti e lo scudetto: i numeri dicono che non è solo una parola
Juve, Spalletti e lo scudetto: i numeri dicono che non è solo una parola
La risalita della Juve con Spalletti
Alla vigilia della decima giornata, la classifica raccontava tutt’altra storia: Napoli e Roma in testa a quota 21, Inter e Milan a 18, Como quinto con 16, Juventus e Bologna ferme a 15.
Da lì in poi, nelle 11 giornate con Spalletti in panchina, il quadro è cambiato radicalmente: Inter prima con 46 punti, Napoli a 40 Roma e Juventus a 39
Nel parziale delle ultime undici giornate, i numeri parlano chiaro: Chivu: 28 punti, Allegri: 25, Spalletti: 24, Conte: 19 Gasperini: 18
Gol e solidità: Juve al top
C’è un altro dato che rafforza la candidatura della Juve di Spalletti. Nelle ultime 11 partite: 20 gol segnati, miglior attacco insieme all’Inter, Solo 5 gol subiti, miglior difesa del campionato
Rispetto al Napoli di Conte, principale rivale dell’Inter nella corsa al titolo, la Juventus ha fatto 5 punti in più, segnato 6 gol in più e subito 6 gol in meno. Il tutto senza un centravanti di peso, considerando le assenze di Vlahovic e Lukaku.
Punti e gioco: il valore aggiunto di Spalletti
Spalletti è da sempre sinonimo di valore aggiunto nei club. Se eredita una squadra da 6, la porta almeno a 6,5. Se è da 6,5, la spinge a 7 o oltre. E questa Juventus ne è la dimostrazione.
Oggi la Juve si lascia guardare, convince nel collettivo e supera i limiti dei singoli. Tolti Yildiz e, a tratti, Conceição, non abbonda di talento spettacolare, ma come squadra funziona: occupa bene gli spazi, aggredisce alta, muove il pallone con logica.
Il prodotto finale del gruppo supera la somma dei valori individuali.
Chiaro in campo, oscuro a parole
Spalletti, potendo lavorare ogni giorno sul campo, rende chiarissimi i concetti nello spogliatoio, anche se davanti ai microfoni preferisce restare criptico. Forse non ha parlato a Jonathan David dello “zero da riempire là davanti”, come fatto con i giornalisti, ma i fatti dicono che l’attaccante ha risposto alla grande dopo l’errore dal dischetto. Questo secondo Corsport.