.

Juve-Galatasaray, ritorno a Istanbul: ferite aperte e nuove insidie europee

di Redazione TuttoJuve

Juve-Galatasaray, ritorno a Istanbul: ferite aperte e nuove insidie europee

Juve-Galatasaray non è mai una partita come le altre. Il ritorno dei bianconeri a Istanbul riapre una ferita che, idealmente, non si è mai chiusa: dicembre 2013, ultima giornata del girone di Champions League. Una notte entrata nella storia – e nella polemica.

La neve rende il campo impraticabile, la gara viene sospesa e ripresa il giorno successivo. Ma ciò che accade dopo è rimasto impresso nella memoria dei tifosi juventini: i “giardinieri” del Galatasaray lavorano pesantemente solo sulla metà campo dove la Juve dovrebbe attaccare. Il risultato? I bianconeri si impantanano per 45 minuti in condizioni limite, pagando un prezzo altissimo.

Un’ignominia sportiva consumata nel silenzio colpevole dell’UEFA, che non infligge alcuna sanzione al club turco. Tempi diversi, oggi, anche nei palazzi di Nyon. Ma il ricordo resta.

Oggi il Galatasaray non fa più paura come allora, almeno sulla carta. Eppure guai a sottovalutarlo. La squadra turca può contare su un tridente di altissimo livello: Sané e Lang sugli esterni, con Victor Osimhen al centro. L’attaccante nigeriano, esploso definitivamente sotto la guida di Spalletti, è ormai considerato uno dei migliori numeri 9 al mondo.

Molto dipenderà dalla Juventus. Se la squadra vista contro il Napoli – intensa, compatta, aggressiva – si presenterà anche a Istanbul, il passaggio del turno è possibile. Ma una Juve meno “giochista”, più attendista, rischia seriamente di andare in difficoltà contro la qualità offensiva dei turchi.

Sullo sfondo pesa anche il calendario: prima dell’andata c’è Inter-Juve, una sfida che promette spettacolo ma che potrebbe lasciare strascichi fisici e mentali per entrambe. Non esaltante, forse, ma decisiva per l’equilibrio della stagione. Questo secondo Gazzetta.

Istanbul chiama, la Juve risponde. 


Altre notizie
PUBBLICITÀ