Italia fuori dal Mondiale: tre esperti commentano la terza esclusione consecutiva
Italia ancora fuori dal Mondiale, per la terza volta consecutiva. Il day after della mancata qualificazione contro la Bosnia, maturata ai calci di rigore, è carico di amarezza e riflessioni. Giornalisti e addetti ai lavori analizzano le cause di un nuovo fallimento e provano a indicare possibili strade per il rilancio del calcio italiano. Il giornalista Gianluca Di Marzio ha evidenziato, su Tmw Radio, come l’Italia sia sprofondata in un'altra delusione profonda, sottolineando la necessità di individuare responsabilità e soprattutto di ricostruire un'identità solida. La ripartenza dovrebbe passare da figure simboliche del passato come Roberto Baggio, Alessandro Del Piero e Paolo Maldini, capaci di rappresentare i valori migliori del movimento, senza però dimenticare i giovani talenti emergenti. "Serve ripartire dai simboli e dai giovani per restituire identità e futuro alla Nazionale" ha detto il giornalista esperto di mercato.
RESPONSAVILITÀ COLLETTIVA – Sandro Sabatini ha offerto una lettura molto critica dell'eliminazione, attraverso il propri canali social, ritenendo il risultato giusto e invitando a non cercare giustificazioni nelle decisioni arbitrali. Ha spiegato come gli episodi contestati, non possano rappresentare un alibi, così come l'espulsione di Bastoni sia stata frutto di un errore individuale. Secondo Sabatini, il problema è più profondo e riguarda una responsabilità collettiva, che impone conseguenze per poter davvero cambiare rotta in futuro. "È un'eliminazione meritata, senza alibi, e adesso qualcuno deve assumersi le proprie responsabilità" ha detto Sabatini. L'ex dirigente federale Antonello Valentini ha invece definito la serata estremamente negativa per tutto il movimento calcistico, sottolineando come l'ennesima esclusione rappresenti un duro colpo generale. L'ex dirigente azzurro ha analizzato la partita, a Tmw Radio, evidenziando l'ingenuità nell'episodio che ha portato all’espulsione di Bastoni, pur riconoscendo che anche in inferiorità numerica l'Italia abbia creato occasioni importanti con Kean, Pio Esposito e Dimarco. "Serve un patto tra tutte le componenti per rilanciare davvero il calcio italiano e dare più spazio ai nostri giocatori" le parole dell'ex direttore generale della Figc.