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Italia fuori dal Mondiale, scontro politico: "Ora rifondiamo il calcio"

di Marco Spadavecchia

Governo, Parlamento e istituzioni: il giorno dopo la mancata qualificazione dell'Italia al Mondiale americano, le voci della politica si rincorrono tra richieste di responsabilità e inviti a rifondare il sistema calcio. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso delusione senza chiedere esplicitamente dimissioni, lasciando però intendere come il timore dell’eliminazione fosse diffuso e radicato già prima del verdetto finale. La Russa ha sottolineato che, pur essendo inutile tornare sulle critiche, la situazione ha ormai superato ogni limite. "Abbiamo sperato, ma sapevamo: ora non si può più ignorare il problema" ha scritto su X il presidente del Senato. Per Mauro Berruto del Pd è necessario chiarire le cause profonde della crisi: le dimissioni dei vertici dovrebbero essere una scelta autonoma, mentre resta il nodo di un sistema poco attrattivo e incapace di alzare il livello competitivo. Ha inoltre chiesto un intervento del ministro dello Sport con correttivi concreti. "Occorre capire cosa non ha funzionato e costruire un modello più credibile" ha detto Berruto.

Alla Camera Salvatore Caiata (FdI) ha sollecitato un'informativa al ministro Andrea Abodi, parlando di fallimento e accusando la gestione federale di aver privato i giovani dell’esperienza dei Mondiali. È inaccettabile aver tolto ai giovani il sogno dei Mondiali" ha affermato il deputato Caiata. Il ministro Francesco Lollobrigida ha indicato la necessità di una rifondazione complessiva del calcio italiano, sottolineando come i fallimenti impongano decisioni rapide e assunzione di responsabilità ai vertici. "Serve il coraggio di cambiare tutto e assumersi responsabilità” ha dichiarato il ministro dell'Agricoltura. La Lega ha infine ribadito in una nota la necessità di rifondare il sistema a partire dalle dimissioni di Gabriele Gravina. “È una vergogna inaccettabile, serve un cambio ai vertici"  ha dichiarato la Lega su X.


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