Italia e Champions, rischio febbraio nero: servono tre imprese per evitare il declino europeo
Italia e Champions, rischio febbraio nero: servono tre imprese per evitare il declino europeo
Il parallelo è inquietante: la nuova frontiera del ridimensionamento passa dai playoff. Da una parte l’Italia di Gennaro Gattuso, seconda nel girone con la Norvegia e costretta agli spareggi per il Mondiale. Dall’altra Inter, Juventus e Atalanta, tutte bloccate nella fascia 9°-16° del nuovo format della UEFA Champions League e chiamate a superare i playoff per entrare agli ottavi.
Un tempo il traguardo minimo era la qualificazione diretta. Oggi il confine è diventato lo spareggio. E il rischio concreto è di scomparire dall’Europa che conta già a febbraio.
Juventus, Inter e Atalanta: missione rimonta
L’andata è stata durissima.
La Juventus, travolta a Istanbul dal Galatasaray, dovrà vincere con quattro gol di scarto per qualificarsi.
L’Atalanta, battuta dal Borussia Dortmund, è chiamata a un 3-0 che profuma di impresa.
L’Inter, sorpresa dal Bodø/Glimt, dovrà imporsi con tre reti di margine.
Nulla è impossibile nel calcio moderno, dove le partite si decidono spesso oltre il 90’. Ma parlare di qualificazione, oggi, significa parlare di tre grandi rimonte.
Il rischio storico: mai fuori tutte prima degli ottavi
Dal 2003-04 a oggi almeno un’italiana ha sempre raggiunto gli ottavi della Champions moderna. Stavolta potremmo assistere al peggior risultato dell’era recente: zero squadre tra le migliori sedici.
Uno scenario che rafforzerebbe il sospetto di un declino strutturale del movimento, già emerso dopo le mancate qualificazioni ai Mondiali e un percorso europeo sempre più accidentato.
Declino o ciclo negativo?
Dal trionfo mondiale del 2006 l’Italia ha comunque alzato trofei pesanti: due Champions (AC Milan 2007 e Inter 2010), l’Europeo 2021 con Roberto Mancini, l’Europa League 2024 con l’Atalanta e la Conference 2022 con la AS Roma.
Eppure il presente racconta altro: intensità inferiore, difficoltà contro squadre di campionati emergenti, gestione fragile dei momenti chiave. Questo lo riporta Gazzetta.