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Inter-Atalanta, caos arbitrale a San Siro: Chivu furioso, confronto Dumfries-Manganiello e silenzio stampa, ancora Bastoni?

di Redazione TuttoJuve

Inter-Atalanta, caos arbitrale a San Siro: Chivu furioso, confronto Dumfries-Manganiello e silenzio stampa

Inter furiosa con l’arbitro: proteste dopo il gol e tensione a San Siro

Finale rovente a San Siro durante la sfida tra Inter e Atalanta. Il pareggio per 1-1 scatena polemiche arbitrali che potrebbero pesare anche nella corsa allo scudetto.

L’episodio chiave arriva quando l’arbitro Gianluca Manganiello convalida, dopo controllo Var, il gol di Nikola Krstovic. La decisione provoca la reazione immediata dei nerazzurri, increduli per un possibile fallo precedente su Denzel Dumfries.

Barella incredulo, Chivu espulso

La protesta parte dalla panchina. Nicolò Barella scatta in piedi incredulo quando l’arbitro indica il centrocampo dopo il check Var.

Ancora più furiosa la reazione dell’allenatore Cristian Chivu, che lascia l’area tecnica protestando con veemenza. Il tecnico nerazzurro viene prima ammonito e poi espulso mentre continua a ripetere al quarto uomo: «Era fallo».

Dumfries protesta nel tunnel con Manganiello

Il più incredulo resta Dumfries. L’esterno olandese si inginocchia davanti all’arbitro chiedendo di rivedere la decisione. Secondo il giocatore, nell’azione del gol avrebbe perso l’equilibrio dopo un contatto con Kamaldeen Sulemana.

Dumfries continua a mimare il tocco alla gamba per dimostrare il fallo subito, mentre anche il secondo portiere Josep Martínez si unisce alle proteste.

Altro episodio: contatto Scalvini-Frattesi, niente rigore

La tensione aumenta pochi minuti dopo. In area atalantina Giorgio Scalvini colpisce Davide Frattesi, entrato al posto di Barella.

I giocatori dell’Inter chiedono il calcio di rigore, guidati nelle proteste da Aleksandar Kolarov. Anche in questo caso il Var effettua un silent check: per l’addetto video Matteo Gariglio non c’è un errore evidente e la decisione di campo viene confermata.

Il risultato resta quindi 1-1.

Dirigenza Inter negli spogliatoi per oltre due ore

Dopo il fischio finale, la tensione si sposta negli spogliatoi. Il presidente Giuseppe Marotta e il direttore sportivo Piero Ausilio scendono negli spogliatoi chiedendo un confronto con la squadra arbitrale. Da parte dell’Inter, già in occasione del derby, si respira un clima di ostilità che la società attribuisce al caso Bastoni, ieri infortunato e sostenuto dalla Curva Nord. «Ce la vogliono far pagare...» sussurra qualcuno. Compaiono anche Andrea De Marco, il coordinatore federale dei rapporti tra arbitri e club, e Andrea Gervasoni, il delegato della commissione Can che ha il compito di giudicare l’arbitraggio. Si parla, ci si scambia impressioni. L’Inter si sente confortata nelle rimostranze, soprattutto sulla vicenda del rigore: la giurisprudenza da Var è piena di episodi molto simili che sono stati giudicati in maniera opposta.

Il confronto dura circa mezz’ora, ma la dirigenza nerazzurra rimane chiusa nello spogliatoio per oltre due ore insieme allo staff, compresi Dario Baccin e Riccardo Ferri.


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