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In serie A sono evaporati i bomber

di Redazione TuttoJuve

La Serie A 2025/26 evidenzia un dato allarmante: la produzione offensiva è ai minimi storici. Fatta eccezione per l’Inter, capace di mantenere una certa continuità sotto porta, il resto del campionato mostra una sterilità offensiva sempre più evidente.

Alla 32ª giornata, Lautaro Martinez guida la classifica marcatori con appena 16 gol: un bottino insolitamente basso. Complice l’infortunio, raggiungere quota 20 appare improbabile. Se nessun attaccante dovesse riuscirci, sarebbe un evento senza precedenti nell’era dei tre punti con 20 squadre: il minimo storico resta infatti fermo ai 21 gol di Alessandro Del Piero nella stagione 2007/08.

Il dato più sorprendente riguarda proprio la difficoltà generale nel segnare. L’assenza di bomber prolifici racconta di un campionato povero di idee offensive, dove anche le triplette sono diventate un evento raro.

In questo scenario quasi surreale, si aprono scenari impensabili: Donyell Malen, arrivato a gennaio alla Roma, potrebbe addirittura conquistare il titolo di capocannoniere. Un’eventualità senza precedenti per un acquisto invernale.

L’attaccante olandese è salito a quota 10 gol grazie all’unica tripletta recente di questa Serie A “asfittica”, simbolo perfetto delle difficoltà realizzative diffuse.

Classifica marcatori: equilibrio o mancanza di qualità?

Alle spalle di Lautaro e Malen troviamo a quota 11 Anastasios Douvikas e Nico Paz, protagonisti con il Como. Numeri che, più che certificare eccellenza individuale, evidenziano una distribuzione collettiva dei gol.La squadra guidata da Cesc Fabregas resta infatti una delle poche realtà con una proposta offensiva corale e riconoscibile.

Tra le medio-piccole, il Sassuolo rappresenta un’eccezione. Il 4-3-3 propositivo e la mentalità offensiva permettono di valorizzare giocatori come Andrea Pinamonti, arrivato a 8 reti.

Un approccio che contrasta con la tendenza generale della Serie A, sempre più orientata a non subire piuttosto che a costruire gioco.

La crisi offensiva non riguarda singole squadre, ma è sistemica:L’Inter perde incisività senza Lautaro, La Juventus dipende da un Kenan Yildiz non al meglio, Il Napoli fatica tra discontinuità e problemi interni, Il Milan paga crisi individuali e tensioni ambientali.L’Atalanta non ha mai avuto continuità dai suoi centravanti. 

A tutto questo si aggiungono infortuni, scelte tecniche discutibili e un livello medio degli attaccanti in calo.

La fotografia è chiara: la Serie A attraversa una crisi offensiva profonda, tra pochi gol, bomber in difficoltà e squadre poco propositive. Questo secondo Libero.


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