Il mondo del calcio ricorda Lucescu: innovatore, personaggio e grande uomo
Il mondo del calcio ricorda Mircea Lucescu, tecnico che ha lasciato un segno indelebile nella storia del calcio. Con 80 anni di vita e una carriera straordinaria, Lucescu è stato il terzo allenatore più vincente della storia, con 35 trofei in bacheca, superato solo da Pep Guardiola e Alex Ferguson. I migliori risultati sono stati ottenuti allo Shakhtar Donetsk, dove il tecnico ha vinto otto campionati ucraini, sei coppe nazionali e sette supercoppe. Una menzione speciale per il tecnico rumeno è la vittoria della Coppa Uefa con il club ucraino nella stagione 2008-2009, dopo la finale contro il Werder Brema (2-1 ai tempi supplementari). "L'ho incrociato a Pisa – rievoca Michele Padovano a Tmw Radio –. Un ricordo meraviglioso, una persona fantastica, dai valori importanti. Manca un grande personaggio, un grande uomo. Era il mio primo anno di serie A, ero teso per l'approccio. Lui alla prima gara mi disse di darmi una sveglia, mi sbloccò. Entrai in campo e segnai" le parole dell'ex bianconero.
CAMBIAMENTO NEL CALCIO – Francesco Colonnese ha invece confessato: "Entrò all'Inter quando andò via Simoni e arrivò in un momento complicato. Si presentò con tante novità tattiche, già 30 anni fa voleva gli inserimenti degli esterni. Portò un enorme cambiamento nel calcio, aveva una conoscenza enorme", ha aggiunto Colonnese. Il ricordo arriva anche da Michelangelo Rampulla. "La sua presenza era sempre un valore aggiunto", ha sottolineato l'ex portiere Juve. E a celebrare Lucescu ci ha pensato anche un suo ex preparatore, Adriano Bacconi. "È stato un padre – ha confessato il tecnico a Tmw Radio – mi ha adottato quando avevo 25 anni, ero un giovane preparatore atletico, che si mise a sua disposizione dopo il 1990, quando arrivò al Pisa. Era straniero ed era circondato da pregiudizi, ma si è imposto per le sue idee, per la sua cultura e gioco. È stato un genio e ha cambiato il modo di allenare in Italia".