Il Ministro Giorgetti frena sul Decreto Crescita: “Non è una priorità del Paese”
Torna d’attualità nel calcio italiano la richiesta di reintrodurre il Decreto Crescita, misura che in passato consentiva ai club di risparmiare sugli ingaggi lordi dei calciatori provenienti dall’estero. Un tema rilanciato anche in chiave elettorale FIGC, ma sul quale il governo mantiene una posizione cauta.
A mettere un freno al dibattito è il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, intervenuto a margine dei lavori del Fondo Monetario Internazionale a Washington.
“Diciamo che in questo momento abbiamo altre priorità e altre emergenze per le famiglie e per le imprese”, ha dichiarato. “Se ne potrà parlare, ma onestamente non mi sembra in cima, ahimè, in questo momento, alle necessità del Paese”.
Il ministro ha poi allargato lo sguardo al contesto economico generale, segnato dalle tensioni internazionali: “Le valutazioni sono molto migliori rispetto a quelle di tre anni fa, quando sono arrivato per la prima volta, e questo è un buon segno. Il percorso intrapreso continua. Tuttavia situazioni eccezionali e non dipendenti da noi rischiano di creare contraccolpi non solo all’Italia e all’Europa, ma all’economia globale”.
Giorgetti ha anche riferito degli incontri con le agenzie di rating: “Come di consueto le incontriamo tutte per uno scambio di vedute franco e cordiale. L’elemento nuovo è la situazione internazionale, che se dovesse durare nel tempo provocherà effetti per tutti”.
Infine un passaggio sulle politiche fiscali: “Chi fa politica è chiamato a fare valutazioni complesse. Credo che i ministri delle Finanze non siano molto invidiati in questo momento. Anche a livello europeo emerge la richiesta di decisioni urgenti e rapide per affrontare una situazione che speriamo sia temporanea”.