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Gravina si dimette, la Lega spinge per la rifondazione: "Ora riforme e più italiani in campo"

di Alessandra Stefanelli

Le dimissioni di Gabriele Gravina dalla guida della FIGC erano ormai nell’aria dopo l’eliminazione dell’Italia dai playoff Mondiali, ma a rendere inevitabile il passo indietro è stata anche la crescente pressione politica.

A chiedere un cambio immediato non è stato solo il ministro dello Sport Andrea Abodi, ma anche la Lega guidata da Matteo Salvini, che già nelle ore precedenti aveva sollecitato pubblicamente le dimissioni del presidente federale.

Dopo l’ufficialità del passo indietro, è arrivata la presa di posizione del partito, che ha invocato un cambio radicale per il futuro del calcio italiano: “Ora serve rifondare, rilanciare e restituire dignità al sistema”.

Tra le proposte avanzate, spiccano alcune linee guida già note: introduzione di un tetto agli stranieri impiegati in campo e maggiore valorizzazione dei settori giovanili italiani, temi da tempo al centro del dibattito.