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Derby d'Italia, Salvione: "Dico Inter favorita, ma con grande attenzione alle possibili sorprese..." 

di Redazione TuttoJuve

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Pasquale Salvione, coordinatore del Corriere dello Sport online. Di seguito, un estratto dell’intervista. 

Direttore, abbiamo visto in questa settimana la stampa un po' divisa, c'è chi è convinto che Antonio Conte resterà ancora a lungo sulla panchina del Napoli e chi invece pensa che abbia già le valigie in mano. Secondo le notizie raccolte dal Corriere dello Sport, qual è la verità? 

"L'unica cosa certa è che Conte ha ancora un anno di contratto. Io credo che, come è successo anche l'anno scorso, sarà necessario un confronto a fine stagione per capire quale sarà il futuro. Non penso sia questo il momento dei bilanci,  è un tema che verrà affrontato più avanti. Partendo dal fatto che c'è un contratto in essere, presidente e allenatore si siederanno, si confronteranno e valuteranno il da farsi. Al momento non mi risulta ci sia già una decisione presa o una volontà chiara da entrambe le parti. È necessario aspettare la fine della stagione, poi si capirà quale sarà il futuro." 

Negli ultimi giorni è finito sul banco degli imputati Giovanni Manna, che l'anno scorso è stato eletto miglior direttore sportivo in Italia. Quest'anno sembra stia pagando anche colpe non direttamente sue. Lei ha questa sensazione? 

"Ho sempre detto che bisogna stabilire un punto fondamentale, chi è il vero responsabile di quello che è successo quest'anno? È solo Antonio Conte? Tutti gli infortuni del Napoli sono esclusivamente colpa sua? Io non lo so. Mi riservo di capire cosa diranno i protagonisti a fine stagione, quando spiegheranno cosa è accaduto. È chiaro che gli infortuni influenzano ogni giudizio, sull'allenatore, sul mercato, sull'operato della società e sulle scelte fatte. La considerazione centrale è questa, come sono nati questi infortuni? Se fossero esclusivamente responsabilità dell'allenatore, allora le responsabilità degli altri si ridurrebbero. Ma senza questa certezza diventa complicato dare un giudizio definitivo." 

Manna è finito sul banco degli imputati forse anche immeritatamente. Sappiamo che è il direttore sportivo del Napoli, ma è anche un esecutore delle linee societarie. Non trova? 

"Credo che quest'anno non abbiamo visto il vero Napoli e non lo abbiamo visto a causa degli infortuni. Parliamo di una stagione pesantemente condizionata. Possiamo discutere di mercato, di scelte giuste o sbagliate, ma dobbiamo sempre tenere presente questo elemento. Il giudizio non può prescindere dagli infortuni, che sono stati il tema centrale della stagione. Si è detto che il Napoli abbia perso alcune partite in Champions League quando era al completo, ma andando a rivedere le formazioni mancavano comunque giocatori importanti. Diventa difficile dare valutazioni nette. Io non sono convinto che Manna abbia così tante colpe: il mercato estivo era stato considerato importante da tutti. Però non abbiamo quasi mai visto la rosa al completo, e questo ha stravolto tutto. Senza continuità è complicato esprimere un giudizio definitivo sulla riuscita del mercato." 

Direttore, a proposito di giudizi affrettati, secondo lei è possibile che un ragazzo arrivato dal Verona da poche settimane venga già bocciato e definito non all'altezza del Napoli? 

"Giovane è l'emblema della fretta con cui si danno giudizi in Italia. Diamogli tempo ed abbiamo un briciolo di pazienza. Come si fa a dire che un giovane non è all'altezza dopo mezz'ora o una partita? Io l'ho sempre detto: per giudicare un calciatore servono almeno dieci partite consecutive da titolare, poi si può iniziare a esprimere un'opinione più fondata. Prima è prematuro. Ti faccio un esempio: si dice che la corsa scudetto sia già chiusa. Ma se l'Inter dovesse perdere e il Napoli vincere, con ancora diverse partite da giocare, sarebbe davvero tutto finito? Nel calcio i giudizi cambiano rapidamente. Allo stesso modo, non si può etichettare un ragazzo dopo pochi minuti. Ha bisogno di tempo per inserirsi in una nuova realtà, in un grande club, con compagni di alto livello. In qualsiasi lavoro serve un periodo di adattamento. Servono pazienza e tempo per valutare davvero un giocatore." 

Le chiedo di Alessandro Buongiorno, domani gli darebbe ancora fiducia dal primo minuto o sceglierebbe un'alternativa? 

"Dico la verità, lo avrei fatto giocare anche nella partita precedente, perché per me bisogna ripartire subito e lasciarsi alle spalle una serata negativa. Ho sentito dire addirittura che Buongiorno non sarebbe più adatto al Napoli, ma qui bisogna essere equilibrati. Parliamo di un signor difensore, tra i migliori italiani. Tutti possono attraversare un momento difficile. Forse il suo periodo negativo si è prolungato più del previsto, ma dobbiamo augurarci che ritrovi concentrazione e continuità. Gli errori possono capitare a chiunque, l'importante è evitare superficialità. Le qualità di Buongiorno non si discutono." 

Inter-Juventus, come finisce? 

"Sulla carta l'Inter parte favorita, però la Juventus ha dimostrato di poter giocare a viso aperto contro chiunque. Mi aspetto una sfida molto bella. Quando una squadra è guidata da un allenatore esperto, in queste partite riesce sempre a tirare fuori qualcosa in più. Dico Inter favorita, ma con grande attenzione alle possibili sorprese." 


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