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David: “Datemi altro tempo. Non sono venuto qui per essere intoccabile. La continuità aiuta, ma il posto bisogna guadagnarselo”

di Redazione TuttoJuve

Fiocca nell'edizione odierna de La Repubblica un'intervista a Jonathan David, attaccante della Juventus, nella quale si racconta tra l'infanzia ad Haiti, i momenti d'oro al Lilla, l'ambientamento a Torino e l'apprendimento del campionato italiano. Con un retroscena riguardo il 'no' formulato al Napoli, avversario nel big match di domani all'Allianz Stadium: "Non mi pento di aver scelto la Juve, datemi altro tempo", il titolo adoperato.

Nel corso della chiacchierata con il quotidiano milanese il giocatore canadese ha parlato anche della possibilità, in estate, di disputare il Mondiale a casa sua: "Quando ero piccolo chi faceva calcio era guardato strano e nessuno avrebbe mai immaginato che il Canada partecipasse a un Mondiale, figurarsi a uno in casa", ha confidato il 26enne. "Ma quando ho cominciato a mettere piede nelle nazionali giovanili si è capito che stava crescendo una generazione di calciatori che in Canada non c'era mai stata".

Non sono pentito della scelta che ho fatto e la rifarei. Il tempo metterà a posto le cose», afferma. I primi ricordi di Brooklyn sono legati ai parenti, ma è ad Haiti che scopre la sua passione per il calcio: «Passavo ore a giocare a pallone per strada. Ad Haiti tutti giocano a calcio».

Il trasferimento in Canada a sei anni fu motivato dalla ricerca di maggiore sicurezza e opportunità. Qui, però, il calcio era meno diffuso: «Ho provato diversi sport, anche l’hockey, ma volevo solo giocare a pallone».

L’esordio in Europa: Belgio e Francia

A 17 anni, David parte per l’Europa: due provini con Stoccarda e Salisburgo e poi il primo contratto con il Gent, in Belgio. L’adattamento non è semplice: «In Canada giocavo in squadre amatoriali, in Belgio tutti erano bravi».

La crescita continua con la Ligue 1: prima il Lille, poi l’approdo in Serie A con la Juventus. Nonostante le difficoltà iniziali, il suo talento emerge: «A Lille nei primi sei mesi segnai tre gol, poi a fine stagione erano 13, e negli anni successivi sempre più di 20».

L’arrivo in Serie A: Torino e Juventus

L’impatto con il calcio italiano è stato una sfida: «Torino somiglia a Lille, ma il calcio qui è molto diverso. È come cambiare scuola, devi conoscere i compagni e adattarti».

David sottolinea le differenze tattiche: «In Serie A ci sono pochi spazi e il gioco è più difensivo rispetto alla Francia. In Ligue 1 era attaccare e contrattaccare continuamente».

Riguardo le aspettative e la pressione: «Sono consapevole di non aver ancora soddisfatto tutti. Sto accelerando i tempi, ma la fiducia in me stesso non l’ho mai persa».

Momenti alti e bassi alla Juventus

David parla dei momenti più significativi: dal rigore sbagliato contro il Lecce al gol al Sassuolo pochi giorni dopo: «Quel rigore me lo sono subito messo alle spalle. Il gol con il Sassuolo è stata una festa collettiva».

Anche la coreografia dopo il gol al Benfica ha un valore speciale: «Sembrava la scena di un film. La prepariamo, ma ogni posa è personale».

No al Napoli: la scelta Juventus

Nonostante l’interesse estivo del Napoli, Jonathan David ha scelto la Juventus: «Qui c’è un progetto interessante per il futuro. Ora il Napoli lo affronteremo in campo, sarà una partita fondamentale».

Futuro e concorrenza in attacco

David si mostra pronto ad accogliere un nuovo compagno d’attacco come En-Nesyri: «Non sono venuto qui per essere intoccabile. La continuità aiuta, ma il posto bisogna guadagnarselo».

Sottolinea anche il rapporto con l’allenatore Spalletti: «Mi mostra i video degli errori e mi spiega come migliorare».


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