Damascelli: “Qualcuno presume che il governo del calcio debba conservarsi in eterno, piaccia o non piaccia?”
Il collega Damascelli su il Giornale: Automobilismo, motociclismo, tennis, roba bella dello sport italiano, campioni seri e veri, Kimi, Marco, Jannik, così per nome perché sono la meglio gioventù. Poi c'è il football, ahi noi, c'è la nazionale di Gattuso, ahi lui, c'è un gruppo che si deve fare squadra e attorno al quale il Paese si divide, si spacca, ci sono quelli che si augurano la clamorosa eliminazione, tre volte su tre, ci sono gli altri che hanno capito come non sia più possibile mancare un torneo a 48 partecipanti. Tra sfiducia e vissuto una sola domenica di onori, le loro vittorie sono la conseguenza di una costanza di rendimento, contro avversari tosti. La nazionale no, così i club della serie A, la squadra azzurra si porta appresso dubbi, incertezze, limiti, se facesse fede al momento del Canto degli Italiani, detto l'Inno di Mameli, al punto di "stringiamoci a coorte, siam pronti alla morte" (...) Qualcuno presume che il governo del calcio debba conservarsi in eterno, piaccia o non piaccia? E, ancora, giocare la prima fase del mondiale nel girone con Canada, Qatar, Svizzera sarà un semplice aperitivo, forse dimenticando la lezione del 2010, quando la squadra campione del mondo finì ultima dietro Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda? Questo è il calcio, non basta partire in pole, non basta affrontare con destrezza le curve, non basta un rovescio potente, serve altro e, finora, le chiacchiere stanno a zero. Mi auguro che il capitano degli azzurri sappia scrivere, con il pennarello sulla lente della telecamera, «Kimi, Bez, Jannik, Italy». Si accettano scommesse.".